12 febbraio 2021 15:20
  • Il personale medico se ne va dal Libano, scrive il quotidiano di Dubai The National, ed emigra anche nei paesi vicini da dove arrivano offerte di lavoro. Secondo Youssef Bakhach, segretario generale dell’ordine dei medici libanese, tra il 16 e il 20 per cento dei medici ha già lasciato o programma di lasciare il paese, che ha un urgente bisogno di personale nei reparti di terapia intensiva e fatica ad affrontare l’aumento dei casi di covid-19. Il Libano finora ha registrato 331.159 contagi e 3.866 decessi. Nel paese dal 14 gennaio è in vigore un confinamento stretto; dall’8 febbraio è in corso una graduale riapertura delle attività, che dovrebbe essere completata il 22 febbraio.
  • L’economia britannica nel 2020 ha perso quasi il 10 per cento nel 2020 (il 9,9 per cento per l’esattezza) e nessun settore è stato risparmiato. Dalla fine della seconda guerra mondiale, quando è cominciata l’attuale forma di misurazione del pil nel Regno Unito, la diminuzione era sempre stata di circa il 4,1, secondo l’ufficio nazionale di statistica. Nel trimestre finale dell’anno è stata registrata una crescita dell’1 per cento. L’allentamento delle restrizioni a dicembre avrebbe permesso un aumento dell’1,2 per cento, rispetto a un calo del 2,6 per cento in novembre.
  • Il premier Boris Johnson sta ricevendo delle critiche sull’allentamento delle restrizioni durante le festività natalizie, in particolare la decisione di permettere gli incontri tra nuclei familiari diversi: secondo i dati del servizio sanitario nazionale britannico almeno un terzo (101.956) dei ricoveri totali per covid è stato nel mese di gennaio, con un aumento rispetto a dicembre del 79 per cento.
  • Un nuovo confinamento stretto di cinque giorni è stato imposto nell’intero stato australiano di Victoria, dopo la scoperta di un focolaio di coronavirus in un hotel per la quarantena a Melbourne. I casi registrati finora sono tredici tra il personale addetto e le loro famiglie e sono tutti positivi alla variante “inglese”. I tornei di tennis dell’Australian open, cominciati l’8 febbraio, si terranno ugualmente, perché classificati come luoghi di lavoro, ma senza il pubblico di 25-30mila persone autorizzato nei giorni scorsi. In Australia, gli hotel in cui chi arriva dall’estero trascorre la quarantena hanno le finestre sigillate e consentono il ricambio dell’aria solo attraverso i condizionatori. Finora il governo ha respinto la richiesta delle associazioni mediche di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche di alta qualità tra il personale di queste strutture. Lo stato di Victoria ha costituito l’epicentro della pandemia e il suo territorio ha avuto il 90 per cento dei 905 decessi registrati nel paese. Melbourne è stata in lockdown per 111 giorni dal 2 giugno fino al 26 ottobre 2020, un confinamento dei più lunghi e controversi, fatto rispettare dalla polizia e con un rigido coprifuoco: solo un’ora al giorno fuori di casa e il divieto di spostarsi fuori da un raggio di cinque chilometri dalla propria abitazione. L’Australia in totale ha registrato 28.886 casi di nuovo coronavirus.
  • Negli Stati Uniti il presidente Joe Biden ha annunciato l’acquisto di 200 milioni di dosi supplementari di vaccino anticovid, che dovrebbero essere sufficienti a vaccinare la maggioranza della popolazione entro la fine di luglio. Dal 12 febbraio sarà possibile farsi vaccinare anche in 6.500 farmacie (su 40mila previste), luoghi dove gli statunitensi di solito si fanno somministrare il vaccino antinfluenzale. Il governo ha anche accelerato la produzione di vaccini, aperto nuovi centri di somministrazione e lanciato una campagna per le fasce sociali più povere, come quella delle persone senza tetto. Da dicembre nel paese in totale sono state 44,8 milioni le somministrazioni (tra prime e seconde dosi). Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins university i decessi sono 475mila su più di 7,3 milioni di contagi registrati dall’inizio della pandemia. Dati in leggera e costante diminuzione dall’8 gennaio.
  • La Germania, che ha prolungato fino al 7 marzo la maggior parte delle restrizioni in vigore, ha deciso di chiudere dal 14 febbraio la frontiera con la Repubblica Ceca e quella con la regione del Tirolo, in Austria, nel tentativo di fermare la diffusione delle varianti più contagiose. I due confinanti rientreranno nella lista dei paesi a rischio che già comprende il Regno Unito, il Sudafrica, il Brasile e il Portogallo, da dove Berlino vieta l’arrivo della maggior parte dei voli già dalla fine di gennaio.
pubblicità
  • Il governo della Repubblica Ceca ha isolato tre distretti (due alla frontiera con la Germania e uno al confine con la Polonia) a causa della prevalenza della variante “inglese” tra i nuovi casi registrati. Gli abitanti non potranno entrare o uscire dai distretti di Cheb, Sokolov, e Trutnov almeno fino al 15 febbraio, quando scade lo stato di emergenza che “ha permesso di applicare le misure di confinamento oggi in vigore”, ha dichiarato il ministro della sanità Jan Blatný. “A meno di una proroga, quel giorno riapriranno negozi, musei, gallerie, mostre, forse anche palestre e piscine”. Il paese ha registrato finora più di un milione di casi e 17.772 decessi, su una popolazione di 10,69 milioni di abitanti.
  • L’Irlanda sta considerando di prorogare le misure di restrizione fino alla metà di aprile, almeno fino a Pasqua. Dal 15 febbraio la lista dei paesi d’arrivo per i quali è richiesta la quarantena si allungherà di altri venti, tra cui l’Austria, alcuni paesi africani e gli Emirati Arabi Uniti. Un nuovo piano delle restrizioni sarà presentato il 22 febbraio. L’Irlanda ha registrato 207mila contagi dall’inizio della pandemia e 3.846 decessi. Tra gennaio e febbraio ci sono stati alcuni picchi di casi e di decessi, in parte dovuti alle riaperture concesse a Natale e su cui ha inciso anche la maggiore circolazione della variante “inglese”.
  • In Europa, i casi finora sono circa 35 milioni e i decessi 790.287, e “nel continente la gran parte dei paesi resta vulnerabile”, ha dichiarato il direttore dell’ufficio europeo dell’Organizzazione mondale della sanità, Hans Kluge, secondo il quale “si oscilla tra la speranza” suscitata dai vaccini e un “falso senso di sicurezza”, che rischia di far sottovalutare la diffusione delle varianti del nuovo coronavirus.
  • Nell’Unione europea sono stati superati i 500mila morti e la vaccinazione ha raggiunto finora il 3 per cento della popolazione.
  • Nel mondo sono state somministrati più di 155 milioni di dosi in 91 paesi e territori. Il paese che ha vaccinato la quota più alta di popolazione resta Israele, con il 42 per cento.
  • Nei paesi ricchi del pianeta, dove vive il 16 per cento della popolazione, è stato somministrato il 59 per cento delle dosi. “Questo squilibrio nell’accesso ai vaccini può ritorcersi contro tutti noi”, ha dichiarato ancora una volta l’Oms. “Più il virus persiste, più aumenta il rischio che si presentino nuove e più contagiose varianti”. I paesi del G7 si sono riuniti in video conferenza il 12 febbraio per discutere della situazione sanitaria, della situazione dei paesi poveri e della possibilità che il Fondo monetario internazionale intervenga con un piano di aiuti.