05 marzo 2021 15:10
  • Le donne nei paesi dell’Unione europea sono state “colpite in modo sproporzionato” dalla pandemia di coronavirus perché sono la maggioranza tra il personale sanitario e in altri lavori che le mettono in contatto diretto con il pubblico, secondo un nuovo rapporto dell’Ue sull’uguaglianza di genere, presentato in sintesi il 5 marzo e che sarà pubblicato a giugno. La pandemia ha anche provocato un aumento della violenza domestica ma i governi non hanno inserito la protezione contro gli abusi tra le loro priorità, afferma la relazione, ricordando inoltre che, dal marzo del 2020, 2,2 milioni di donne nell’Ue hanno perduto il lavoro e hanno avuto maggiori difficoltà degli uomini a trovarne uno nuovo. “Ci sono ampie prove che i risultati duramente conseguiti negli anni passati sono stati ‘annullati’ con facilità. La presenza maggioritaria di donne nei settori e nelle professioni meno retribuite, come l’ospitalità, la vendita al dettaglio o i servizi alla persona, le rende particolarmente vulnerabili nei mercati del lavoro colpiti dalla crisi covid-19. Al contrario, i settori dei servizi che non sono stati così colpiti – come l’informazione e la comunicazione, la finanza e le assicurazioni, che impiegano principalmente uomini – hanno registrato un aumento dei tassi di occupazione. Una situazione che avrà un impatto negativo sull’ammontare delle pensioni delle donne e che allargherà questa e altre disuguaglianze di genere per i prossimi decenni”. A risultati simili era giunto un rapporto pubblicato nel settembre 2020 dalla McKinsey negli Stati Uniti, realizzato su 317 imprese e con interviste a 40mila persone. Le donne, in special modo quelle della popolazione nera, negli Stati Uniti come altrove, nell’anno della pandemia hanno deciso di rinunciare alla carriera, sono state travolte dalla sovrapposizione tra smart working e lavoro di cura nella famiglia, hanno dovuto seguire i figli lasciati a casa dalla scuola a distanza. Tutto questo secondo la McKynsey, oltre ad avere degli immediati effetti negativi creerà un’ulteriore barriera all’accesso delle donne a ruoli dirigenziali, facendo perdere un decennio di conquiste sui posti di lavoro.
  • L’Italia ha bloccato l’esportazione verso l’Australia di 250mila dosi di vaccino contro il covid-19 dell’AstraZeneca prodotte nello stabilimento laziale di Anagni e dunque sul territorio dell’Unione europea. Si tratta della prima applicazione del meccanismo di controllo messo in vigore da Bruxelles alla fine di gennaio per monitorare le esportazioni fuori dell’Ue delle dosi di tutti i vaccini autorizzati dall’Ema e destinati all’uso nei 27 paesi membri. Il meccanismo prevede che gli stati esercitino il controllo sulle dogane nazionali, esaminando le domande di autorizzazione all’esportazione presentate dai laboratori, per poi chiedere alla Commissione l’avallo della propria decisione, come è accaduto nel caso approvato da Bruxelles del blocco imposto dalle autorità italiane. Il governo australiano, che ha chiesto alla Commissione europea di rivedere il divieto italiano, ha dichiarato che questo comunque non avrà un impatto negativo sulla campagna di vaccinazione del continente, dove è prevista la produzione locale di 50 milioni di dosi di vaccino. Il ministro della sanità francese Olivier Véran ha dichiarato in un’intervista che anche il suo paese potrebbe seguire l’esempio dell’Italia.
  • La vaccinazione di 120mila palestinesi con un permesso di lavoro in Israele o nelle colonie della Cisgiordania occupata è cominciata il 4 marzo, ha dichiarato il Cogat, l’organo del ministero della difesa israeliano che supervisiona le attività civili nei territori palestinesi. Dal 7 marzo saranno attivi sette punti di vaccinazione ai check point di entrata in Cisgiordania e in alcune zone industriali delle colonie, ha aggiunto il Cogat, specificando che i lavoratori palestinesi riceveranno le dosi del vaccino della Moderna.
  • In Brasile, solo il 3 marzo le morti confermate per il covid-19 sono state 1.910. Con un totale di 259.271 decessi, il paese è al secondo posto nel mondo dopo gli Stati Uniti. La fondazione Fiocruz, del ministero della sanità, ha comunicato che “per la prima volta dall’inizio della pandemia si assiste in tutto il paese a un peggioramento di tutti gli indicatori. Lo scenario è allarmante”. Aumentano i contagi, le morti e i casi di sindrome respiratoria acuta, mentre l’occupazione dei posti nelle terapie intensive supera l’80 per cento in 19 dei 27 stati del paese. Secondo gli epidemiologi questo aggravamento è una conseguenza delle mancate misure di contenimento durante il Natale e il capodanno. Il 5 marzo la città di Rio de Janeiro ha ordinato la chiusura per una settimana di bar e ristoranti alle 17, la chiusura delle discoteche e delle sale di samba, ha vietato i commerci ambulanti nelle spiagge, molto frequentate in questa fine dell’estate australe, oltre a vietare gli spostamenti tra le 23 e le 5.
  • L’Agenzia europea del farmaco ha annunciato di aver cominciato la revisione continua (rolling review) del vaccino russo Sputnik V, sviluppato dal centro nazionale russo di epidemiologia e microbiologia Gamaleya. Si tratta di una tappa preliminare che potrebbe in seguito portare a un esame per l’approvazione all’uso nell’Ue, dove già tre paesi, l’Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, ne stanno importando o impiegando le dosi, nonostante la mancanza della validazione da parte dell’Ema. Il vaccino russo è stato autorizzato all’uso nella repubblica di San Marino.
  • Il governo giapponese estenderà lo stato di emergenza a Tokyo e ad altre tre prefetture confinanti fino al 21 marzo, due settimane più del previsto, poiché i casi non stanno diminuendo come previsto.
  • A Parigi non saranno imposti confinamenti nel fine settimana, ha annunciato il 4 marzo il primo ministro Jean Castex. La sindaca Anne Hidalgo aveva protestato contro l’ipotesi delle restrizioni giudicando “disumano” impedire l’uscita all’aria aperta in una città dove molte famiglie vivono in piccoli appartamenti. In Francia è in vigore un coprifuoco dalle 18 alle 6 e venti dipartimenti sono in grande allerta per l’aumento dei contagi e dei decessi. I confinamenti del fine settimana sono in vigore a Nizza, nel sud, e a Dunquerque, nel nord. Le farmacie potranno somministrare i vaccini dal 15 marzo, e Castex ha aggiunto che le vaccinazioni si svolgeranno anche nel fine settimana, nella speranza di immunizzare 30 milioni di persone entro l’estate. Finora è stato vaccinato il 40 per cento del personale sanitario, nonostante la disponibilità delle dosi, spingendo il presidente Emmanuel Macron a ipotizzare un obbligo vaccinale, idea respinta da Castex e dal ministro della sanità Olivier Véran, che hanno sollecitato il personale sanitario a vaccinarsi come misura di protezione personale, familiare e collettiva. Castex non ha escluso un altro confinamento nazionale se la situazione dovesse peggiorare e a quanto riferiscono i giornali Macron avrebbe ribattuto che “finché ci saranno le dosi disponibili, non chiuderò di nuovo le persone dentro casa”.
  • Il lockdown di Auckland, durato sette giorni, terminerà il 7 marzo, ha annunciato la premier neozelandese Jacinda Ardern, dopo che non sono più stati registrati nuovi casi di comunità.
  • Dal 1 maggio Cipro accoglierà senza restrizioni i turisti britannici completamente vaccinati con farmaci approvati dall’Ema. Le autorità cipriote si riservano comunque di effettuare tamponi casuali all’arrivo nel paese.
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  • In Cambogia si potrebbero rischiare fino a vent’anni di carcere per violazione delle norme sul coronavirus e tre anni di carcere per violazione della quarantena. Lo stabilisce un duro disegno di legge approvato a maggioranza dal parlamento e criticato dalle organizzazione per i diritti umani. Secondo l’ong Human rights watch la legge potrà essere usata per spazzare via ulteriormente il dissenso, in un paese dove la repressione dell’opposizione al governo del premier Hun Sen è già una realtà. L’ong ha chiesto in un comunicato alle autorità cambogiane di ritirare un disegno di legge che, oltre a violare i diritti umani, potrebbe avere gravi conseguenze sanitarie.
  • La Moldova è il primo paese europeo ad aver ricevuto dosi del vaccino attraverso il programma Covax sostenuto dall’Organizzazione mondiale della sanità, ha dichiarato la presidente Maia Sandu. Alla fine di febbraio il paese ha ricevuto 21.600 delle 200mila dosi del vaccino AstraZeneca donate come aiuto umanitario dalla confinante Romania.
  • Il professor Andrew Hayward, uno dei consiglieri del governo britannico per le emergenze, ha dichiarato in un’intervista radiofonica che “abbiamo tardato troppo nel prendere misure più restrittive”. Secondo Howard il paese dovrà affrontare un “sostanziale” livello di mortalità ma le cose torneranno normali. L’infettivologo non ritiene che le nuove varianti possano sfuggire del tutto all’immunità fornita dai vaccini, dato che esistono le tecnologie per aggiornarli e ciò permetterà di arrivare a una situazione normale, abbastanza simile a quelle che si presentano con le epidemie di influenza.