04 giugno 2021 15:48
  • Il 4 giugno, con un annuncio che ha anche un peso politico, il Giappone ha annunciato che donerà 1,24 milioni di dosi di vaccino a Taiwan, dove è in corso una crescita esponenziale di nuove infezioni. “Diversi paesi ci hanno chiesto di fornirgli dei vaccini”, ha dichiarato il ministro degli esteri giapponese, Toshimitsu Motegi. “A questo punto siamo pronti per rispondere alla richiesta di Taiwan, dove invieremo gratuitamente 1,24 milioni di dosi del siero dell’AstraZeneca, prodotto in Giappone”. Il governo dell’isola ha espresso la sua gratitudine, sottolineando che i due paesi vicini “condividono i valori universali della libertà e della democrazia”. Dopo più di un anno durante il quale sono state registrate poche centinaia di casi e meno di dieci decessi legati al covid-19, ora i dati parlano di diecimila nuove infezioni e 166 morti. Il virus si è diffuso a partire dagli hotel della quarantena dove doveva alloggiare chi proveniva dall’estero, compreso il personale delle compagnie aeree. A quanto pare la diminuzione dei giorni da trascorrere in isolamento, le minori restrizioni sui locali pubblici e il calo dei controlli sui movimenti delle persone, hanno contribuito alla diffusione dei contagi. L’isola, che ha 23,5 milioni di abitanti, finora ha ricevuto 726.600 dosi del vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) e 150mila di quello della Moderna. Taiwan rientra tra i paesi riforniti attraverso il dispositivo del Covax creato con l’Organizzazione mondiale della sanità per assicurare un’equa distribuzione dei vaccini, in particolare ai paesi più poveri. Ma la presidente taiwanese, Tsai Ing-wen, scrive Le Monde, “ha accusato la Cina di ostacolare la consegna delle dosi della Pfizer”. Da parte sua, il Giappone, criticato per la lentezza della campagna vaccinale lanciata a febbraio, di recente ha accelerato le somministrazioni, vaccinando completamente il 3 per cento dei suoi 125 milioni di abitanti. Le autorità sanitarie hanno approvato due settimane fa i vaccini della Moderna e dell’AstraZeneca. Tuttavia l’uso di Vaxzevria è stato rimandato a causa dei rari casi di particolari forme di trombosi riscontrate in altri paesi.
  • La causa primaria della pandemia, cioè la distruzione della natura e dell’ambiente, è completamente ignorata dall’assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità e dai piani per prevenire future crisi, avvertono gli scienziati del gruppo di associazioni scientifiche e ambientaliste Preventing pandemics at the source. “L’attenzione dei leader mondiali nel prevenire nuove epidemie e pandemie non prende in considerazione la molto più economica ed efficace strategia di fermare le zoonosi, la trasmissione da animale a essere umano, causate dalla distruzione della biodiversità e degli habitat naturali”.
  • Dopo quasi sei mesi di chiusura, nell’isola di Cipro sono stati riaperti i nove posti di blocco lungo i 180 chilometri della linea del cessate il fuoco che separa il territorio a nord, rivendicato dalla Turchia, e quello a sud della repubblica di Cipro, consentendo a migliaia di persone di poter ricominciare a incontrarsi. Le due parti dell’isola (divisa dal 1974) hanno affrontato in modo diverso la pandemia e, nonostante sporadiche riaperture, dal febbraio del 2020 per gli abitanti è stato comunque impossibile superare la linea del cessate il fuoco. In particolare, il posto di blocco che divide in due la capitale, Nicosia, in Ledra street, ha costretto parenti e amici a parlarsi di nuovo attraverso le reti, come avveniva prima del 2003, quando i varchi furono aperti per la prima volta. Le nuove norme prevedono di poter superare i varchi esibendo un test molecolare o antigenico negativo. Le autorità sanitarie dei due territori monitoreranno la situazione e aggiorneranno le norme ogni due settimane. Dall’inizio della pandemia, nella Repubblica di Cipro sono stati registrati 72.626 contagi e 362 morti, e sono state somministrate 622.305 dosi di vaccini. Le autorità turcocipriote hanno registrato 7.375 casi e 33 morti; secondo le associazioni turcocipriote del commercio nel nord dell’isola a maggio erano arrivate trentamila dosi di vaccini.
  • L’immunologo statunitense Anthony Fauci ha invitato la Cina a condividere le cartelle cliniche dei lavoratori di un laboratorio di virologia di Wuhan che, secondo i servizi di intelligence degli Stati Uniti, si erano ammalati presentando sintomi compatibili con il covid nel novembre del 2019, un mese prima che fossero segnalati i primi casi della malattia.
  • Kaori Yamaguchi, ex medaglia olimpica nel judo e rappresentante del comitato olimpico giapponese ha scritto, in un editoriale pubblicato dall’agenzia di stampa Kyodo che “Tokyo è stata messa con le spalle al muro dalle Olimpiadi”, rimproverando agli organizzatori di aver ignorato gli appelli della popolazione a cancellare l’edizione che si aprirà il 23 luglio mentre il Giappone è ancora alle prese con l’aumento delle infezioni.
  • La maggior parte delle persone che esita a farsi vaccinare contro il covid-19 è preoccupata per gli effetti collaterali e vuole capire se i vaccini sono stati adeguatamente testati. Sono i risultati di un sondaggio su 68mila persone di 15 paesi, condotto dall’Institute of global health innovation (Istituto di innovazione sanitaria globale) dell’Imperial College di Londra. Altri motivi di esitazione riguardano la possibilità o meno di scegliere il farmaco da farsi somministrare e le incertezze sull’efficacia dei vaccini. L’indagine è stata condotta in Australia, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Israele, Italia, Giappone, Norvegia, Singapore, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.
  • In Malaysia le autorità sanitarie sono preoccupate sia per un nuovo aumento dei casi sia per una probabile maggiore incidenza tra adolescenti e bambini. Il governo ha imposto un confinamento totale di due settimane dal 1 al 14 giugno. Nel paese sono stati individuati 600mila casi, il numero più alto nel sudest asiatico dopo le Filippine e l’Indonesia. I morti in Malaysia sono stati 3.096.
  • Dopo la vaccinazione completa con il farmaco della Pfizer, i livelli di anticorpi nel sangue in grado di riconoscere e combattere la variante del coronavirus B.1.617.2, scoperta per la prima volta in India e ora chiamata Delta, sono in media meno di quelli stimolati contro le varianti precedentemente circolanti nel Regno Unito, secondo i nuovi dati di laboratorio analizzati dall’istituto Francis Crick e del centro polivalente britannico di ricerca biomedica Uclh/Ucl, pubblicati come studio preliminare e con revisione paritaria esterna il 3 giugno nella sezione Research Letters su The Lancet. “Sebbene siano necessari risultati di laboratorio come questi per fornire una guida su come il virus potrebbe evolversi per sfuggire alla prima generazione di vaccini”, si legge su EurekAlert, occorre considerare che “i livelli di anticorpi da soli non prevedono l’efficacia del vaccino e sono necessari anche studi prospettici sulla popolazione. Livelli bassi di anticorpi neutralizzanti possono ancora essere associati alla protezione contro il covid-19”.
  • Da alfa a omega, le varianti del virus sars-cov-2 avranno ora nomi prestati dall’alfabeto greco, per evitare discriminazioni geografiche e confusioni nella lettura, senza naturalmente annullarne i nomi scientifici. Finora i nomi accreditati dall’Organizzazione mondiale della sanità sono: Alfa per la variante individuata nel Kent (Regno Unito) nel settembre 2020, Beta per quella individuata in Sudafrica, Gamma per quella individuata in Brasile e Delta per quella trovata in India.
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  • Il 1 giugno l’Organizzazione mondiale della sanità ha approvato l’uso di emergenza di un secondo vaccino cinese, il Coronavac, che nelle fasi sperimentali ha dimostrato un’efficacia del 51 per cento nel prevenire il covid-19.
  • In Brasile, uno studio sul terreno dell’efficacia del Coronavac condotto tra febbraio e aprile a Serrana, una città dello stato di São Paulo abitata soprattutto da persone adulte pendolari, ha dato come risultati un calo dell’80 per cento dei casi sintomatici, una diminuzione dell’86 per cento dei ricoveri, e un calo del 95 per cento dei decessi. Contemporaneamente, i casi sono andati fuori controllo in 15 città vicine a Serrana. In otto settimane nella città è stato vaccinato il 96 per cento della popolazione adulta (circa 27mila persone), e i risultati secondo i ricercatori dimostrano che anche un vaccino con una bassa efficacia registrata durante le sperimentazioni cliniche può aiutare a frenare le infezioni.
  • La premio Nobel per la pace Malala Yousafzai ha ricordato i dati delle Nazioni Unite e dell’Unicef, sottolineando che la pandemia ha interrotto l’istruzione scolastica di milioni di bambine, ragazze e donne che non potranno riprendere a studiare poiché dovranno lavorare per sostenere le loro famiglie colpite dalla crisi economica che accompagna quella sanitaria. “Si tornerà indietro di vent’anni”, ha detto Yousafzai, che a 15 anni, nel 2012, è sopravvissuta a un attentato dei taliban diretto contro di lei in quanto attivista del diritto all’istruzione. Solo lo 0,8 per cento dei pacchetti economici globali sviluppati per mitigare le conseguenze della pandemia è andato all’istruzione. Inoltre, due terzi dei paesi più poveri del mondo hanno ridotto il loro primo bilancio per l’istruzione dei prossimi mesi, rispetto a un terzo dei paesi più ricchi del mondo.
  • Il Consiglio dell’Unione europea ha aggiornato la lista dei paesi a cui non si applicano restrizioni all’ingresso come le quarantene, lasciando fuori gli Stati Uniti e il Regno Unito malgrado il calo dei contagi. L’Ue si è limitata ad aggiungere il Giappone alla lista bianca che comprende già Australia, Israele, Nuova Zelanda, Ruanda, Singapore, Corea del Sud e Thailandia. Malgrado una raccomandazione dell’Ue non vincolante, alcuni stati membri come Grecia, Croazia e Spagna hanno già annunciato la riapertura degli ingressi anche dai paesi che non sono sulla lista bianca per le persone vaccinate. Nel frattempo, il Regno Unito ha tolto il Portogallo dalla sua lista verde dei paesi a cui non si applica la quarantena obbligatoria. La ragione sarebbe un aumento dei contagi in Portogallo dovuta a una possibile mutazione scoperta in Nepal della variante Delta. L’annuncio ha causato una caduta delle azioni delle compagnie aeree e delle agenzie di viaggio.