Cartoline da Tripoli

La vita quotidiana nella capitale libica raccontata dal regista Khalifa Abo Khraisse.

Abitanti di Tripoli in fila davanti a una banca, il 25 maggio 2016.

I cittadini di Tripoli non hanno tempo di pensare alla politica

Abitanti di Tripoli in fila davanti a una banca, il 25 maggio 2016.
13 settembre 2016 14:05

Durante un vertice in Tunisia, l’Alto consiglio libico per la riconciliazione ha proposto un’iniziativa per unificare i due governi a est e ovest in un unico organismo. In un video postato sulla pagina Facebook di un esponente del consiglio, Al Taher Al Badawi, si vede Al Badawi assieme all’inviato delle Nazioni Unite in Libia, Martin Kobler, il quale sostiene che fosse questa l’idea proposta fin dall’inizio da lui e da Bernardino León (il suo predecessore).

Al Badawi chiede ai libici di “scendere in piazza a protestare per chiedere subito elezioni presidenziali e parlamentari, poiché questa per la Libia è l’unica possibilità di uscire dalla crisi e di porre fine al conflitto di legittimità suddiviso in tre organismi”.

Il sindaco di Tajoura (uno dei distretti di Tripoli), Hussein Ben Atiya, ha respinto questi appelli, sostenendo che “Tripoli è tranquilla e sicura, e oggi equivarrebbe a un suicidio chiedere alla gente di scendere in piazza per manifestare”.

Dirò un’ovvietà sottolineando come tutti questi signori si stiano sbagliando e siano davvero una delusione: unificare due governi falliti in un unico organismo non farà che creare un enorme ammasso di fallimenti e corruzione, e gli abitanti della “sicura Tripoli” hanno altre faccende a cui pensare.

Profezie petrolifere
L’8 settembre, solo pochi giorni prima della festa dell’Eid, gli abitanti di Tripoli erano più disperati che mai in fila davanti alle banche. Quello era l’ultimo giorno lavorativo prima di una vacanza di nove giorni, che eliminerà la già esigua possibilità di prelevare contanti.

Oltre a questo, il giorno prima si era diffusa la notizia di una possibile penuria di rifornimenti di carburante, perciò gli abitanti di Tripoli, memori dell’ultima crisi, si sono precipitati alle stazioni di servizio, creando file di automobili lunghe interi isolati. In un comunicato il governo ha assicurato che va tutto bene negando le false notizie di un’imminente penuria. Quanto basta per creare la classica profezia sulla crisi di carburante che si autoavvera.

Alle nove del mattino dell’8 settembre, due autobombe sono esplose contemporaneamente: la prima nei pressi del ministero degli esteri, nel quartiere di Zawit Dahmani, la seconda vicino alla base navale di Abu Sittah, il complesso amministrativo del governo proposto dalle Nazioni Unite. Per fortuna non ci sono stati morti in nessuno dei due luoghi, solitamente affollati a quell’ora del mattino. La gente non era lì perché aveva altre faccende a cui pensare.

(Traduzione di Giusy Muzzopappa)

Khalifa Abo Khraisse sarà al festival di Internazionale a Ferrara dal 30 settembre al 2 ottobre 2016.

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