04 maggio 2006 10:29

Mi sveglio nella puzza di scoreggia dei miei compagni della band: viviamo su un pullman. Stiamo andando da Los Angeles a Tucson e abbiamo fatto tappa al Grand canyon. Il Bright angel lodge è un edificio costruito con dei tronchi. “Le porzioni sono grandi?”, chiedo. Che domanda stupida. Siamo in America: “Ogni cosa è grande come il Grand canyon”.

Alla radio c’è Kelly Clarkson. Le nostre pinte hanno il colore del fango del Colorado, sanno di cioccolato e odorano di formaggio Kraft. Tutti si lamentano perché hanno la gola secca a causa dell’onnipresente aria condizionata. Una hostess ha suggerito ad Andy di lasciare un asciugamano bagnato sullo schienale di una sedia dell’albergo.

“Era zuppo quando ce l’ho messo e completamente asciutto la mattina dopo”. Paul dice che lui non si sarebbe mai riuscito ad addormentare senza sapere se l’asciugamano era asciutto. Poi lancia un urlo. Il formaggio bollente che era dentro un peperoncino fritto gli è atterrato sulle gambe.

Mangio con questi ragazzi ogni giorno. Conosco le loro abitudini a tavola quanto le canzoni che suoniamo la sera. Quando ha la pancia piena, Paul copre il piatto con un tovagliolo, come se stendesse un lenzuolo su un cadavere mezzo mangiato. Nick non si accorge della presenza dei camerieri. Gli restano accanto finché qualcuno dà una gomitata per farglieli notare.

Allora assume un’espressione confusa, come se si stesse svegliando dal coma e fosse sorpreso di trovarsi in un ristorante. Ogni volta che beve, Bob allontana il labbro superiore dai denti con il bordo del bicchiere.

E tra un boccone e l’altro scuote velocemente la forchetta. Andy fissa sempre il piatto in preda all’ansia, convinto che anche stavolta il cibo straniero lo avvelenerà. A quanto mi dicono, io mastico troppo e aggrotto le sopracciglia quando mi piace quello che mangio.

Quando i New Order erano in tour, Bernard Sumner voleva uccidere Peter Hook perché si leccava le dita dopo aver mangiato un pacchetto di patatine. Nessuna delle nostre abitudini sembra così insopportabile. Non ancora. Siamo in tour solo da due anni e mezzo.

Il mio Wrangler’s chili troppo salato è servito in una scodella scavata nel pane. Alla radio c’è Walk of life dei Dire Straits. Bob si allontana il labbro dai denti. Paul afferra il tovagliolo. Andy fissa il piatto. Nick non nota il cameriere. Io non aggrotto le sopracciglia.

Internazionale, numero 640, 4 maggio 2006