Parlar di libri in modo decente

10 dicembre 2012 15:55

Dicevo [la scorsa settimana][1] che in Italia si legge troppo poco. Che per più di quattro italiani su dieci (compreso qualche parlamentare, come il leghista Eraldo Isidori) decifrare poche righe meno che elementari è un’impresa impossibile. Che saper leggere vuol dire anche saper pensare e saper risolvere problemi.

Infine, dicevo che le campagne ministeriali per promuovere la lettura presentano, a volerne parlare in modo delicato, ampie aree di miglioramento. In modo meno delicato: sono fuorivianti per i non lettori, irritanti per i lettori e, temo, del tutto inefficaci, se non dannose, in relazione all’obiettivo. D’altra parte, se mettete in una pentola i concetti “libri” e “dovere”, e condite tutto con una dose di pedanteria e una di melensaggine, ne viene fuori una brodaglia capace di disgustare chiunque.

Si può fare di meglio e ci si riesce in ogni angolo del mondo, dalla Nuova Zelanda alla Lituania. Basta comunicare il senso del leggere in modo amichevole, consistente, emozionante, semplice. E magari con

humour. Ho raccolto esempi molto diversi tra loro. Guardarli a uno a uno vi obbligherà a saltare dentro e fuori da questa pagina cliccando sui link. È una seccatura ma credo che ne valga la pena. Forse non tutti vi convinceranno ma, almeno, nessuno è pedante o melenso.

Una delle campagne più note è canadese, è prodotta dalla Indigo love of reading foundation, parla di lettura infantile e mi sembra, [nella sua semplicità][2], notevole.

Canadese anche il video virale (prodotto per essere condiviso sul web) che mostra l’animarsi notturno di una libreria.


Preferite qualcosa di più tosto? [Eccovi il black humour][3] della sudafricana Exclusive books che celebra, a modo suo, la lettura adulta e “fanatica”. Ancora lettura adulta nell’emozionante catena di libri (e di lettori) proposta per il [National year of reading][4] britannico.

I due spot dalla severa Library of congress di Washington parlano ai ragazzini in modo empatico e per niente severo [evocando il fantasy][5] o il mondo dei [cartoon disneyani][6]. La Grand rapids public library (siamo nel Michigan) racconta come, grazie a un libro, perfino [un supermercato][7] si trasforma in un mondo meraviglioso.

La fondazione Reading is fundamental, invece, dà vita ai personaggi più amati dai bambini: Humpty Dumpty, i tre porcellini, Cappuccetto Rosso… per concludere invitando i genitori a leggere libri ai propri figli.


Il ministerio de cultura spagnolo propone una scenetta familiare per invitare direttamente i genitori a dare il buon esempio: se tu leggi, loro (i tuoi figli) leggono.

C’è una campagna lituana niente male. Dice che il bello del leggere è identificarsi con i personaggi fino a diventare qualcun altro. C’è quella di una libreria di Tel Aviv che, in modo altrettanto sintetico, invita a disconnettersi e ad aprire un libro. E, sempre a proposito di sintesi, ecco l’elegante annuncio per gli audiolibri del Crossword bookstore di Mumbai, in India.

È peruviana la curiosa iniziativa di raccolta fondi per Bbva, una fondazione che incoraggia la lettura infantile: il video vi mostra cosa succede con un finto bancomat. L’idea è stata premiata al festival di Cannes. Premiato anche il bellissimo corto animato proposto dal Book council neozelandese.

In Argentina invece si sono inventati il libro che non può aspettare: bisogna leggerlo entro due mesi dal momento in cui lo si apre per la prima volta perché l’inchiostro sparisce (anche in questo caso il video vi spiega come funziona). Concludo con l’equivoco in biblioteca presentato da una nota marca di automobili. La quale, anche se vende altro, sceglie di identificare il leggere con l’avere cervello.

E voi, se vi capita, diteglielo, alla presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per l’informazione e l’editoria, che prima o poi dovremmo riuscire anche in questo paese a parlar di libri in modo decente. Sperando, ovvio, che alfabetizzato e decente sia anche il prossimo governo.

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