Vladimir Putin al Cremlino, a Mosca, il 3 dicembre 2015. (Sergei Karpukhin, Reuters/Contrasto)

L’amico russo di Donald Trump

Vladimir Putin al Cremlino, a Mosca, il 3 dicembre 2015. (Sergei Karpukhin, Reuters/Contrasto)
18 dicembre 2015 09:08

Vituperato sulla scena internazionale e anche dal suo stesso partito, Donald Trump ha un ammiratore illustre, nientemeno che… Vladimir Putin.

“È un uomo brillante e pieno di talento”, ha dichiarato il presidente russo parlando dell’imprenditore attualmente favorito per le primarie repubblicane. A prescindere dal “suo modo di parlare e da ciò che gli permette di alimentare la sua popolarità”, ha precisato Putin, “Donald Trump vorrebbe stringere rapporti più stretti e profondi con la Russia. Come potremmo non esserne contenti?”.

I motivi di questo colpo di fulmine sono semplici. Il presidente russo si rivede nel candidato statunitense perché, oltre ad amare entrambi il denaro e gli sfoghi reazionari, c’è una somiglianza sorprendente tra il modo in cui Putin ha conquistato il potere e quello in cui Trump vorrebbe arrivarci.

Nostalgia del passato e desiderio dell’uomo forte

Alla fine degli anni novanta Putin ha entusiasmato una Russia umiliata dalla perdita del suo impero e del suo peso internazionale sventolando la bandiera, promettendo di non cedere più un centimetro di territorio e giurando di inseguire i ceceni “fin nei cessi”. Putin usava un linguaggio crudo per far capire che avrebbe rinunciato alle buone maniere pur di rimettere in sesto la Russia. Esattamente quello che sta facendo Trump per conquistare il cuore degli statunitensi più conservatori, la destra della destra repubblicana.

I sostenitori di Putin e Trump, ha scritto il Financial Times, pronunciano le stesse parole, incentrate sull’idea di farsi rispettare con la forza

Quando definisce “stupratori” gli immigrati latinoamericani e propone di schedare i musulmani degli Stati Uniti o di impedire l’accesso al territorio statunitense a tutti i musulmani, con sprezzo della costituzione e delle leggi federali, Trump soddisfa le aspettative dell’elettorato che intende convincere, facendo capire che non userà il guanto di velluto per riportare tutti gli stranieri dove devono stare, ovvero al di là della frontiera.

Esattamente come Putin, Trump è consapevole che l’evoluzione del mondo e la diminuzione del peso del suo paese alimentano la paura del futuro tra la popolazione, insieme alla nostalgia del passato e al bisogno di un uomo forte e di soluzioni semplici.

Il 16 dicembre la corrispondente dagli Stati Uniti del Financial Times ed ex corrispondente dalla Russia ha scritto che i sostenitori di Putin e Trump pronunciano esattamente le stesse parole – incentrate sull’idea di farsi rispettare con la forza – e che il presidente russo è profondamente ammirato dagli statunitensi che frequentano i comizi del favorito alle primarie repubblicane.

Donald Trump non sarà eletto presidente degli Stati Uniti, perché alla fine farà pendere il centro e la destra moderata dalla parte di Hillary Clinton. Ma resta il fatto che la sua ascesa conferma una tendenza che si ritrova anche altrove, a partire dalla Francia.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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