06 settembre 2015 16:08

Leonardo Leo, Recorder sonatas (Stradivarius)
La musica della scuola barocca napoletana è tra le più belle che possa capitare di ascoltare. Melodie stupende di grandissima espressività si alternano con movimenti ritmici dall’impatto irresistibile, e ancora dopo secoli queste partiture non hanno perso nulla della freschezza originaria. Tra i tantissimi talenti di quella scuola si distingue Leonardo Leo, cui il flautista Tommaso Rossi (anche valentissimo esecutore della musica di oggi con l’Ensemble Dissonanzen) dedica un cd con le sonate per flauto dolce e continuo. Sono sette meraviglie che vi delizieranno dal principio alla fine dell’ascolto grazie alla luminosità delle arcate melodiche, alla perfezione dei fraseggi e all’inesauribile vena compositiva, che richiede un grande virtuosismo strumentale al protagonista. L’eccellente Ensemble Barocco di Napoli lo segue in questa avventura da non lasciarsi sfuggire.


Wolfgang Amadeus Mozart, Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio) (Deutsche Grammophon)
Terzo volume di opere (dopo Don Giovanni e Così fan tutte) realizzate al festival Mozart di Baden-Baden sotto la frizzante bacchetta del giovane, ma già affermatissimo direttore Yannick Nézet-Séguin, che ancora una volta non delude. Alle prese con la celebre partitura ricca di “turcherie” e colpi di scena, Nézet-Séguin impone tempi scattanti e colori brillantissimi resi alla perfezione dai giovani musicisti della Chamber Orchestra of Europe: il risultato è una delle migliori edizioni del Ratto tra quelle attualmente disponibili in cd. In questo è ben assistito da un cast vocale con i controfiocchi dove svettano Diana Damrau, Anna Prohaska, Rolando Villazón e Thomas Quasthoff. Il divertimento di cantanti e strumentisti è subito evidente, ma non mancano momenti dove la raffinatissima drammaturgia mozartiana assume contorni più melodici, sempre messi in luce con eleganza e morbidezza dall’intero cast. Consigliatissimo.


Trevor Pinnock, The harmonious blacksmith and other harpsichord works (Deutsche Grammophon)
Viene finalmente riproposto in serie supereconomica questo delizioso recital per clavicembalo del 1984 di Trevor Pinnock, uno dei maggiori clavicembalisti del nostro tempo. È un programma non impegnativo e di gran divertimento, con pagine che vanno da Händel a Couperin, da Bach a Rameau passando per Domenico Scarlatti e i meno conosciuti, ma non per questo meno validi, Joseph-Hector Fiocco, Louis-Claude Daquin e Johann Caspar Ferdinand Fischer. Cinquanta minuti di bellezza tastieristica eseguiti, come sempre da Pinnock, in maniera filologicamente accurata ma non per questo privi di vitalità ritmica o della gioia di abbandonarsi a scorribande di note in modo sempre espressivo e vivace. Un album da consigliare a chi non si è ancora avvicinato a questo meraviglioso strumento oppure a chi pensa che la musica barocca sia noiosa.