08 aprile 2014 15:47

(Selimaksan/Getty Images)

C’è una nuova generazioni di investitori negli Stati Uniti che ha deciso di scommettere sulle notizie, nel momento di massima crisi dell’industria editoriale.

Secondo un rapporto del Pew Research Center nell’ultimo anno sono stati investiti 300 milioni di dollari in progetti di giornalismo digitale, la maggior parte dei quali sono ancora in una fase di lancio.

**Alcuni esempi. **”È il momento giusto per lanciare nuove testate nel panorama dei mezzi d’informazione digitali”, ha dichiarato Eric Hippeau, l’amministratore delegato di Lerer Ventures, un’azienda che ha investito molto in start up di notizie, in particolare ha finanziato Policymic, una testata dedicata ai più giovani.

Secondo Hippeau le nuove generazioni, quelli nati tra il 1980 e il 2000, non sono affezionati ai vecchi giornali. “I giovani sono attratti dai siti di notizie che soddisfano i loro bisogni e che sono stati progettati con attenzione alle loro abitudini”.

Il 6 aprile Vox Media ha lanciato Vox.com e per farlo ha raccolto più di 70 milioni di dollari in pochi mesi.

Lockhart Steele, vicepresidente del settore editoriale di Vox Media, afferma che questo interesse della finanza per i siti di notizie non è strano.

“Ogni generazione scommette sui mezzi che conosce meglio”, afferma. “E chi ha i soldi sta solo investendo sul futuro”, continua Steele.

Quando è stato lanciato un paio di anni fa Buzzfeed, un sito di notizie e contenuti virali, dava lavoro a una decina di persone, nel 2014 lavorano al sito 170 persone.

A gennaio del 2013 Buzzfeed ha annunciato di aver raccolto 19,3 milioni di dollari da nuovi investitori nel terzo trimestre, portando l’ammontare dei finanziamenti a 46 milioni di dollari.

Un’altra avventura editoriale lanciata nel 2013 è Ozy, il sito di notizie finanziato dalla vedova di Steve Jobs Laurene Powell Jobs. Ozy è una testatata, ma anche una start up teconogica e pensa di guadagnare non solo dalla pubblicità, come le testate di notizie tradizionali, ma anche da progetti tecnologici, abbonamenti ed eventi.

Nuova energia. In realtà, spiega il Pew Research Center, 300 milioni di dollari di invenstimenti non sono molti, soprattutto se li si confronta con i 65 miliardi di perdite del settore editoriale negli Stati Uniti. “L’impatto psicologico di questo tipo di investimenti è più grosso del reale impatto finanziario”, spiega Jesse Holcomb del Pew. Questa attenzione degli investitori nella stampa digitale ha portato nuove energie in un settore completamente in crisi.

E i profitti?Il rapporto del Pew Research Center ha messo in luce che, nel 2013, l’82 per cento degli statunitensi si è informato attraverso il computer, e più del 50 per cento attraverso dispositivi mobili come tablet e smartphone. E gli investitori, giornalisti e direttori di giornali stanno a guardare questa migrazione verso il digitale con molti interrogativi. Cosa succede quando il pubblico si sposta su un altro mezzo?, è questo che interessa agli investitori che stanno permettendo alle redazioni di sperimentare dei modelli di business che possono funzionare con il giornalismo digitale. Anche se la maggior parte delle aziende di notizie digitali non sono ancora remunerative dal punto di vista economico. (ac)