Facebook Home non è inutile come pensavo

10 aprile 2013 12:08

Molti aspettavano da anni il telefono di Facebook. Non le persone comuni, in realtà, ma i giornalisti che si occupano di tecnologia. È almeno dal 2009 che arrivano voci e indiscrezioni sul tentativo di Mark Zuckerberg di progettare uno strumento in grado di competere con la concorrenza.

Se Facebook avesse creato un telefono, l’azienda avrebbe potuto sperare di venderne al massimo qualche milione all’anno: non tanti se si considera che il social network ha un miliardo di iscritti. E poi, chi vuole un telefono di Facebook?

Facebook sul telefono c’è già: l’app e la versione del sito per cellulare sono molto apprezzate e quasi tutti gli smartphone permettono di condividere testi e foto sul social network. Perché mai Facebook dovrebbe costruire un suo telefono, quando gli altri l’hanno già fatto?

Sembra questa l’idea che ha dato vita a Facebook Home, l’ultimo prodotto presentato il 4 aprile. Ho scelto il termine “prodotto” con molta attenzione. Facebook Home non è né un telefono, né un sistema operativo, né un’applicazione: è un

home screen gratuito per telefoni Android, che inserisce i contenuti del social network (comprese le pubblicità, prima o poi) nella schermata iniziale.

La scelta di distribuirlo attraverso l’app store di Android è strategica: sfrutta l‘“apertura” del sistema operativo Android per trasformare i telefoni di Google in telefoni di Facebook. Ma se milioni di persone installeranno Home, questa mossa potrebbe rivelarsi una pessima notizia per la Apple.

Come funziona. Per capire come funziona Facebook Home, accendete il telefono. Vi troverete davanti una schermata con un tasto di sblocco chiamata lock screen. Sbloccando il dispositivo si vede l’home screen, l’interfaccia dalla quale si entra in tutte le app. Se installate Facebook Home, queste due schermate vengono immediatamente rimpiazzate dalla nuova interfaccia.

Da quel momento in poi, ogni volta che accendete il telefono sullo schermo appare un feed con le foto e gli aggiornamenti dei vostri amici. Potete passare da un’immagine all’altra, cliccare su “Mi piace” e perfino commentare i post senza sbloccare il telefono. Per usare le app bisogna premere una bolla che apre un nuovo menu.

Sembra un’invasione parassitaria: un tempo gli smartphone Android permettevano di fare qualunque cosa, anche di usare Facebook. Ora sono prima di tutto un telefono Facebook. Se poi cliccate due o tre volte potete anche fare qualcos’altro, se proprio volete.


Inversione di tendenza. Durante la conferenza stampa Zuckerberg ha presentato il nuovo prodotto con ottimismo. Finora, ha detto, l’interfaccia dei computer e degli smartphone ha sempre ruotato intorno alle applicazioni. Per fare qualunque cosa, prima di tutto bisogna aprire un’app.

Ma Zuckerberg pensa che questo modo di pensare sia obsoleto. “Che succederebbe se invece progettassimo un telefono che ruoti intorno alle persone, capace anche di aprire un’app quando ne abbiamo bisogno?”, ha chiesto.

So cosa state pensando: “A me piacciono le app! È terribile, dove finiremo di questo passo?”. Avete ragione, ma io sono un trentenne che fa il giornalista e voi siete il tipo di persona che legge articoli di tecnologia. Siamo troppo vecchi per queste cose, ma nel mondo ci sono milioni di persone che usano Facebook ogni giorno per molte ore.

Secondo le statistiche dell’azienda, un quarto del nostro tempo al telefono lo passiamo su Facebook. In più, molte persone hanno dei telefoni Android di bassa qualità, che costano poco e hanno un’interfaccia orrenda. Per loro Facebook Home potrebbe essere una buona novità.

Ho provato il sistema per un po’ e non mi è sembrato un passo indietro per il mondo. L’interfaccia è carina e mi è piaciuta anche la funzione

Chat heads: quando ricevi un messaggio da un amico la sua icona appare sullo schermo dentro una bolla.

Clicchi sulla bolla e rispondi al messaggio. In questo modo puoi scrivere mentre leggi un articolo senza dover uscire dall’applicazione, ed è un sistema di messaggistica molto ingegnoso.

Continuo a pensare che Facebook Home non faccia per me, perché non uso Facebook più di tanto. Ma dopo averci giocato per un po’, mi sono convinto che i maniaci del social network dovrebbero provarlo.

Dal 12 aprile Facebook Home sarà disponibile gratis sullo store di Google Play, e all’inizio girerà solo su pochi sistemi Android. Ma Facebook vuole renderlo compatibile con tutti i dispositivi Android, tablet inclusi.

Merito di Android. Questo è possibile grazie al modo in cui Google ha progettato Android. Il sistema operativo è molto flessibile: Google permette ai produttori di cellulari e agli sviluppatori di mettere le mani in ogni sua parte. È un elemento centrale della strategia di Google: l’azienda fornisce gratuitamente il sistema operativo ai produttori per promuoverne la diffusione globale. Nel lungo periodo, l’azienda di Mountain View spera di guadagnare attraverso le pubblicità che compariranno sui dispositivi.

Ma qualcuno potrebbe approfittare di quest’apertura. I concorrenti di Google possono modificare Android per i propri obiettivi: Kindle Fire di Amazon, per esempio, è un tablet basato su una versione modificata di Android che dà la priorità ai servizi di Amazon.

Facebook Home però non arriva a tanto: l’email, il browser, il motore di ricerca e praticamente tutto il resto sono quelli di Google.

La Apple si deve preoccupare. La Apple invece non sarà molto contenta di questa notizia. A questo punto i suoi tre più grandi concorrenti, Google, Facebook e Amazon, stanno dedicando gran parte del loro impegno ai dispositivi mobili di Android e non di iOs. Se fossi Tim Cook, avrei paura che Facebook riesca a risolvere uno dei problemi principali di Android: il suo ecosistema “frammentato”, per cui ogni telefono ha un aspetto e un funzionamento un po’ diverso dagli altri (di solito deludente).

Questa è stata a lungo la carta vincente dei prodotti Apple: se impari a usare un iPhone è per sempre, perché tutti i modelli funzionano più o meno allo stesso modo. Facebook potrebbe annullare questo vantaggio. Investendo molte risorse per creare una buona interfaccia, identica su tutti i dispositivi, Facebook potrebbe trasformare Android in un sistema facile da usare come l’iPhone.

Google non sarà contenta che Zuckerberg gli abbia rubato la prima schermata. Ma chi perderà di più sarà la Apple.

(Traduzione di Floriana Pagano)

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