06 dicembre 2013 10:59

La tredicesima edizione del [Festival del cinema mediterraneo][1] di Bruxelles si è aperta ieri con una bella novità: l’evento da biennale diventa annuale, per la gioia di chi aspetta con impazienza il mix di cinema, musica e cucina del Mediterraneo ospitato dal Botanique, l’ex giardino botanico della capitale riconvertito nel 1984 in uno dei suoi spazi culturali più originali.

Il film scelto per l’inaugurazione, Only in New York, è una commedia scoppiettante su un’improbabile relazione tra Arafat, trentenne americano di origine palestinese il cui “penis is crying for sex”, e Amani, una giovane israeliana a caccia di una green card. Presentando il film, il produttore ha spiegato di essersi innamorato del talento dello sceneggiatore, regista e attore protagonista, Ghazi Albuliwi. Nato nel 1976 in Giordania e cresciuto a Brooklyn, Albuliwi è arrivato al cinema dopo anni di stand-up comedy, particolare che assicura a Only in New York (il suo secondo film come regista dopo l’autobiografico West Bank Brooklyn del 2002) una marcia d’irriverenza in più rispetto a tante commedie statunitensi, anche riuscite.

Only in New-York - Official Trailer - Eye on Films par eyeonfilms

Quattro i film italiani in programma: Viva la libertà di Roberto Andò (uno degli otto in [competizione][2]), Acqua fuori dal ring di Joel Stängle e Il volto di un’altra di Peppi Corsicato (nella rassegna [Panorama][3]), e il documentario di Giuseppe Carrieri In Utero Srebrenica (nella sezione [MeDoc][4]).

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Imperdibile, a detta di uno degli organizzatori, il fim che chiuderà il festival: Svećenikova djeca (I figli del prete), del croato Vinko Brešan, storia di un prete spedito su un’isoletta senza nome nel mezzo dell’Adriatico con il compito di aumentare il tasso natalità locale. Insieme al farmacista Marin, escogita una soluzione diabolica: bucare i preservativi. Una satira, si legge nel progamma, che prende spunto da un tema di attualità: l’opposizione della chiesa cattolica ai corsi di educazione sessuale. Sulla carta promette bene, da scoprire giovedì 12 alle 20h30.

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Francesca Spinelli è giornalista e traduttrice. Vive a Bruxelles e collabora con Internazionale. Su Twitter: @ettaspin