07 maggio 2017 21:30

Emmanuel Macron ha vinto la sua scommessa: sei mesi dopo aver annunciato la sua candidatura, e senza un vero partito alle spalle, a 39 anni il leader del movimento centrista En Marche! diventa il più giovane presidente della repubblica della storia francese. Secondo le proiezioni pubblicate appena chiusi gli ultimi seggi, avrebbe ottenuto il 65,5 per cento dei voti.

Macron ha battuto Marine Le Pen, 48 anni, che – sempre secondo le proiezioni – avrebbe ottenuto meno del 34,5 per cento dei voti. Un risultato inferiore alle attese per la candidata del Front national (Fn), a cui i sondaggi delle ultime settimane davano il 40 per cento.

L’affluenza è stata del 74,7 per cento, in leggero calo rispetto al primo turno. Il dato sembrerebbe dimostrare che gli elettori del candidato di sinistra Jean-Luc Mélenchon, che aveva ottenuto il 19,3 per cento al primo turno, sono comunque andati a votare malgrado Mélenchon non avesse dato indicazioni di voto chiare.

Nel concedere la vittoria all’avversario, Le Pen ha dichiarato che il primo turno delle presidenziali ha segnato “la decomposizione del vecchio ordine politico” e che il secondo turno è stato caratterizzato da “una ricomposizione del paesaggio politico”, tra i sostenitori del suo partito e i partiti e i sostenitori dell’ex banchiere d’affari Macron.

Le Pen si è così accreditata come la leader dell’opposizione in vista delle elezioni legislative dell’11 e 18 giugno, dove tenterà di sfruttare il risultato ottenuto alle presidenziali. Nei prossimi giorni Macron avvierà le consultazioni per la nomina del prossimo primo ministro e per la formazione del nuovo governo. Fra le prime misure che si è impegnato ad adottare se eletto, una legge di moralizzazione della vita pubblica.

Il passaggio di consegne con François Hollande – considerato come il mentore politico di Macron, che è stato segretario generale dell’Eliseo prima di diventare ministro dell’economia – è previsto per il 14 maggio.