Gli intrighi di Game of thrones e altre storie

22 giugno 2015 09:59
  1. Cosa rispondere (se proprio si vuole rispondere a una domanda del genere) a chi ti chiede: “Ma perché non li prendi a casa tua, gli immigrati?”.
  2. Slate ha raccolto in una (lunga) lista gli omicidi commessi da estremisti bianchi degli ultimi vent’anni, dalla strage di Oklahoma City del 1995 al recente attacco terroristico di Charleston.
  3. “I noticed something: the majority of the people in the room, whether clad in hoodies or golf shirts, were balancing on their laps not iPhones or laptops, as I might have expected, but Moleskine journals”. Sull’amore delle startup digitali per il Moleskine, e la serie dedicata di taccuini di Evernote.
  4. Una critica rivolta di frequente agli ultimi episodi di Game of thrones è il ricorso allo stupro come mezzo narrativo non necessario. Aaron Bady prova a riflettere sulla questione allargando il raggio dell’analisi: la categoria della necessità o della sua mancanza è applicabile alla fiction?
  5. L’Italia avrà mai un reddito di cittadinanza? Possiamo permettercelo? E che differenza c’è tra questa formula e il reddito minimo garantito o i sussidi di disoccupazione? Leonardo Bianchi intervista il saggista Giovanni Perazzoli e chiarisce un po’ di cose sullo stato del welfare nel nostro paese.
  6. “The political theorist Hannah Arendt wrote that, under totalitarian regimes, the state is the only force that shapes the condition of society. Putin may not be there yet, but he certainly is moving in that direction”. Andrei Kolesnikov sul totalitarismo putiniano.
  7. Non conoscevo (ora sì) i Sunday Sketches di Christoph Niemann: piccoli e bellissimi lavori di illustrazione che combinano disegni a oggetti d’uso quotidiano (forbici, cuffie, pennarelli…).
  8. La fuga dei rifugiati non riguarda solo l’Europa: Harper’s racconta la situazione a Djibouti City, meta per gli yemeniti che scappano dalla guerra civile.
  9. David Golumbia consiglia di sostituire in molti casi la retorica della sharing economy con il concetto di crowdforcing, ovvero “practices in which one or more persons decides for one or more others whether he or she will share his or her resources, without the other person’s consent or even, perhaps more worryingly, knowledge”.
  10. Alberto Lucas López ha creato un’infografica bella e chiara che illustra in via proporzionale la distribuzione delle lingue nel mondo.
  11. Per gli affezionati di Topolino (ma anche per i suoi lettori occasionali), Fumettologica ospita una parte delle immagini in mostra al WOW Spazio Fumetto di Milano: la storia e l’evoluzione del deposito di zio Paperone.
  12. Kamasi Washington è uno dei jazzisti più interessanti del momento. Ha collaborato con il rapper Kendrick Lamar e Snoop Dog, e il suo disco d’esordio solista (The epic) ha raccolto critiche eccellenti. Ian Cohen lo intervista per Pitchfork.
  13. L’analisi della creatività è influenzata da un pregiudizio elitario? In un interessante post, Keith Sawyer suggerisce che quando pensiamo ai “creativi” pensiamo solo ad artisti, fotografi, attori, scrittori, insegnanti universitari e così via. E i clown per bambini? E le cheerleader? E i meccanici? E i preti che scrivono il sermone domenicale?
  14. Sul Corriere della Sera trovate una gallery commentata di un grandissimo pittore fiorentino, forse meno noto di quanto meriterebbe: Piero di Cosimo (dal 23 giugno gli Uffizi gli dedicano una mostra).
  15. Avrete sentito parlare della tigre che, dopo essere fuggita dallo zoo di Tbilisi, ha ucciso un uomo. Ma qual è l’animale che scappa più facilmente dalla cattività? A quanto pare, il fenicottero.
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Claudia Grisanti
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