Resistere

22 agosto 2019 12:55

Chi si aspetta militari a ogni angolo di strada e un clima di tensione trova invece una città che a uno sguardo superficiale non lascia trasparire nulla di quello che succede da undici settimane: Hong Kong è come sempre iperattiva e superaffollata.

Le richieste dei manifestanti sono cinque: ritiro completo della legge sulle estradizioni verso la Cina; ritiro della definizione di “sommosse” per le proteste; rilascio delle persone arrestate durante le manifestazioni; inchiesta indipendente sulle azioni della polizia; dimissioni della governatrice Carrie Lam e introduzione di un vero suffragio universale. Il tentativo è di resistere alla progressiva erosione delle libertà e dei diritti civili cominciata con il ritorno della città alla Cina, nel 1997.

Ilaria Maria Sala, giornalista che vive a Hong Kong da più di vent’anni, spiega che “uno dei governi più potenti del mondo si comporta come se avesse paura di essere destabilizzato dalla prospettiva di fare qualunque concessione alle richieste popolari, e in questo la Cina si sta dimostrando fragile come solo un governo realmente autoritario può esserlo”.

Finora la polizia ha alternato cariche violente e uso indiscriminato di gas lacrimogeni a momenti di apparente permissività, come quando ha tollerato la paralisi dell’aeroporto. È una permissività sorprendente, trattandosi della polizia di un territorio sotto il controllo di uno stato autoritario come la Cina, ma è una tattica, e un segno di debolezza: quando la polizia non interviene è solo perché spera che con il tempo, e magari facendo qualche errore, le proteste perdano parte del grande consenso che hanno tra la popolazione. Anche per questo la decisione dei manifestanti di rinunciare a ogni forma di violenza potrebbe complicare le cose per Pechino, che cerca invece di presentarli come particolarmente brutali.

“Scusateci per il disturbo, stiamo lottando per il futuro del nostro paese”, c’era scritto su un cartello nell’aeroporto di Hong Kong.

Questo articolo è uscito sul numero 1321 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati

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