28 maggio 2020 19:05

“Il cronocentrismo è la convinzione che i propri tempi siano di primaria importanza e che gli altri periodi impallidiscano a confronto. È la fede nell’importanza storica del presente. E, come tale, suggerisce un disprezzo del passato e del futuro”. Nel 1974, sulla rivista Futures, il sociologo statunitense Jib Fowles, morto il 7 marzo, inventò il termine “cronocentrismo”, che definisce bene proprio quello che tutti siamo persuasi di vivere oggi: tempi eccezionali, unici e incomparabili con le precedenti fasi storiche.

In un articolo uscito sull’Atlantic il politologo Yascha Mounk ha elencato le tante voci cronocentriche ascoltate di recente. Intellettuali, politici e imprenditori che, vista l’eccezionalità delle ultime settimane, hanno annunciato la scomparsa dell’attuale sistema economico, la fine della globalizzazione, la morte del capitalismo.

Oppure, per restare alla sfera sociale, la fine degli abbracci, delle strette di mano o del sesso tra sconosciuti. Janne Kieselbach, sullo Spiegel, è arrivato a prevedere la scomparsa della notte (provocata, secondo lui, dalla chiusura di bar e locali notturni). Mounk sostiene che il mondo di domani sarà sì diverso da quello precedente, ma non irriconoscibile. E prevede anzi l’arrivo dei “ruggenti anni venti”, come dopo l’influenza del 1918.

Talvolta, negli stessi momenti in cui si diffonde il cronocentrismo, si pratica anche il suo contrario: la ricerca di analogie tra passato e presente per prevedere l’evoluzione dei fenomeni contemporanei. Storici e studiosi hanno raccontato sui giornali epidemie del passato, carestie e catastrofi naturali di varia natura, risalendo in alcuni casi fino all’estinzione degli animali preistorici.

Tra i più interessanti, l’economista britannico Jerome Roos che su New Statesman ha confrontato covid-19 e peste nera del quattordicesimo secolo. Più che il coronavirus in sé, dice Roos, saranno le risposte che daremo alla pandemia a cambiare il mondo.

Questo articolo è uscito sul numero 1360 di Internazionale. Compra questo numero|Abbonati