09 aprile 2013 12:00

Nella borsa di Jorge Álvarez (Internazionale 993, pagina 66) ci sono: “Un’agenda con dei numeri di telefono scritti a mano in completo disordine alfabetico, un cellulare vecchio con una batteria che dura pochissimo, una carta da poker che gli riporta alla memoria la madre Clotilde, una giocatrice incallita che l’ha iniziato al gioco a undici anni”. Una giocatrice incallita nella borsa? No, la giocatrice era Clotilde, ma grazie a quell’ultima virgola è finita nella borsa anche lei.

La virgola può svolgere funzioni diverse. In quell’elenco, le prime tre virgole separano degli elementi di una lista: l’agenda, il cellulare e la carta da poker, tre oggetti che sono nella borsa. L’ultima virgola invece introduce un inciso, che ci dà un’informazione sull’ultimo elemento della lista: la giocatrice non sta con l’agenda, il cellulare e la carta nella borsa, ma con Clotilde per dirci chi era. Tutti e due gli usi della virgola sono corretti, quello che manca nell’elenco è la gerarchia.

Per ristabilire l’ordine e consentire a chi legge di mettere ogni cosa al posto giusto, una soluzione poteva essere promuovere le prime tre virgole al rango di punto e virgola. Nella borsa di Álvarez ci sono un’agenda; un cellulare; una carta da poker che gli ricordava Clotilde, una giocatrice incallita.