Giulia Zoli

È una giornalista di Internazionale. Per scrivere alla rubrica: correzioni [at] internazionale.it

Giulia Zoli
Un ex soldato in copertina

Un titolo di Internazionale – “La nuova vita del soldato che ha fatto tremare gli Stati Uniti” – ha scatenato un dibattito: perché soldato e non soldata o soldatessa? Leggi

Proverbi per tutti

Nessuna donna vorrebbe la botte piena e il marito ubriaco. Leggi

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La cura della velocità

Costano troppo, rallentano il lavoro, appartengono a un’altra epoca: i copy editor non servono più. Almeno al New York Times. Leggi

Quando il Labour era cool

Anche se è presente nei dizionari di italiano, cool non è il tipo di parola che troverete facilmente su Internazionale. Leggi

Cani sciolti o lupi solitari?

Fino a poco tempo fa nessuno in Italia avrebbe definito “lupo solitario” un attentatore isolato. Leggi

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Come nasce il giornale più bello del mondo

Nella redazione del New Yorker decine di persone lavorano ogni giorno a ritmi serratissimi per produrre un giornale impeccabile. Ogni articolo passa attraverso un meticoloso lavoro di revisione e correzione che dura settimane e che coinvolge l’autore, l’editor, i fact checker, un avvocato, diversi copy editor, rilettori e correttori di bozze. Un gruppo di redattori trova anche il tempo di studiare l’italiano. Leggi

Punto e a capo

Indica una pausa forte, la fine di un periodo, di una frase, di un intero testo. Tra tutti i segni d’interpunzione, il punto sembra avere la funzione più semplice e basilare: chiudere. Eppure senza punti un testo non potrebbe andare avanti le frasi si susseguirebbero all’infinito ci sentiremmo sopraffatti non avremmo il tempo di respirare farci una domanda soffermarci su quello che abbiamo letto. Leggi

Grammatica da Strega

La scorsa settimana, dopo la candidatura del libro di Elena Ferrante, si è parlato molto del premio Strega. Leggi

Cittadini del mondo

Cingalesi o singalesi? Internazionale usa da molti anni ormai la seconda forma, la più diffusa, per indicare la principale etnia dello Sri Lanka, nell’isola di Ceylon. Leggi

Il giustiziere di Wikipedia

Se state leggendo questa rubrica forse siete anche voi un po’ come Bryan Henderson. Leggi

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Scherzi della chimica

A pagina 50 del numero 1087 di Internazionale, sotto al titolo “Veleni quotidiani”, si legge: “Le sostanze chimiche si trovano ormai ovunque”. Leggi

La memoria dei nomi

Questa foto pubblicata a pagina 6 dello scorso numero è stata scattata a Oświęcim, in Polonia. Leggi

Chiacchiere feline

Nell’articolo di Le Monde uscito sul numero 1084, a pagina 48 si legge: “Ng e i suoi colleghi hanno progettato un computer in grado di capire cos’è una chat semplicemente guardando immagini di un video su YouTube”. “Che su YouTube ci siano video dedicati alle immagini delle chat mi pare affascinante, ma forse l’autore stava semplicemente parlando di gatti”, ci scrive Luigi. Leggi

Dubbi moldavi

Un lettore chiede perché nel numero 1080 di Internazionale (pagina 33) abbiamo usato “il nome Moldova al posto del più corrente Moldavia”. In realtà le due forme convivono, e anzi proprio in occasione delle elezioni legislative dello scorso dicembre molti mezzi d’informazione italiani hanno usato la prima, come noi. Leggi

Un correttore dalla Cabilia

Mustapha Ourrad aveva sessant’anni e due figli. Faceva il correttore di bozze a Charlie Hebdo. È morto insieme ad altre undici persone nell’attentato di mercoledì 7 gennaio. Leggi

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Facciamo amicizia

Elisabetta Bartuli è una traduttrice che si occupa di dialogo transculturale e di letteratura araba contemporanea. Ci ha aiutato a realizzare l’ultimo numero di Internazionale, che conteneva testi di autori egiziani contemporanei, tutti tradotti dall’arabo. Le abbiamo chiesto qual è secondo lei la sfida principale quando si traduce da questa lingua. Leggi

Piuttosto confuso

“Ultimamente sento adoperare ‘piuttosto che’ al posto di ‘oppure’”, ci scrive Martina Melato. “Ma è corretto?”. Cara Martina, no! Questo uso scorretto ha cominciato a diffondersi già dagli anni ottanta, di pari passo con gli anatemi di linguisti, scrittori e appassionati della lingua. Leggi

Due volte morti

Nel box a pagina 72 del numero 1079 abbiamo scritto, riprendendo l’enciclopedia Treccani, che in Italia “l’eutanasia passiva è ammessa in ambito ospedaliero in caso di morte cerebrale previo consenso dei parenti”. “Ma se viene dichiarata la morte cerebrale si è morti e basta!”, obietta giustamente un lettore. E non è l’unico a essersi accorto dell’errore. Leggi

Cittadini e schiavi

“Ma perché scrivete romeno anziché rumeno? Poi la gente pensa che rom sia un’abbreviazione di romeno”, ci scrive Leonardo Tamborini. Le due varianti esistono anche nella lingua della Romania: român e rumân. Leggi

A ritmo di reggae

“Nel numero 1077, nell’articolo che racconta il viaggio in Giamaica, sotto la fotografia si legge: ‘Rafting sul fiume Martha Brae’. Peccato, però, che nella foto ci siano due turisti comodamente seduti su una zattera di tronchi di bambù guidata placidamente dal proprietario”, ci scrive Andrea Zanello. Leggi

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