La poesia del software

16 aprile 2013 14:00

Aprile è il mese nazionale della poesia negli Stati Uniti. Per celebrarlo, il New York ­Times ha lanciato Times Haiku, un Tumblr che raccoglie haiku ricavati dai suoi articoli di prima pagina.

Sono generati da un software: il programmatore Jacob Harris ha creato un algoritmo che setaccia la homepage del New York Times pescando frasi che corrispondano allo schema dell’haiku, il componimento poetico giapponese composto da 3 versi e 17 sillabe: 5 nel primo verso, 7 nel secondo e 5 nel terzo. Il progetto è ispirato a Haikuleaks, un sito che genera haiku a partire dai dispacci diplomatici pubblicati da Wikileaks.

Non tutti gli haiku riescono bene, perciò la selezione di quelli da pubblicare è affidata ai giornalisti. “La macchina non ha senso estetico”, spiega Harris. Ma anche l’articolo più prosaico può nascondere delle sorprese. “A volte una frase sembra banale nel suo contesto, ma estrapolata rivela una strana comicità o bellezza”, afferma Harris. Altre volte “un frammento di testo fa venir voglia di leggere l’articolo”. Provate anche voi.

Io ho ricavato un haiku dall’articolo di copertina dell’ultimo Internazionale, sulla Corea del Nord:

La sua è stata

comunque una fuga

dall’oppressione.

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Claudia Grisanti
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