Il segretario della Lega Matteo Salvini dopo le consultazioni con il presidente della repubblica Sergio Mattarella, Roma, 21 maggio 2018.

Il nuovo governo italiano è la tempesta perfetta per l’Europa

Il segretario della Lega Matteo Salvini dopo le consultazioni con il presidente della repubblica Sergio Mattarella, Roma, 21 maggio 2018.
22 maggio 2018 12:52

Dal punto di vista dell’Unione europea, la Brexit è un peccato, ma non un disastro. I britannici non hanno mai voluto adottare l’euro, e hanno sempre frenato la marcia dell’Europa verso “un’unione più stretta”. Un’eventuale defezione dell’Italia, invece, potrebbe minacciare la sopravvivenza dell’Europa unita. A due mesi e mezzo dalle elezioni del 4 marzo, l’Italia sta forse assistendo alla nascita di un nuovo governo, che sarà formato dalla bizzarra coalizione tra due partiti populisti: il Movimento 5 stelle (M5s) e la Lega, di estrema destra. I moderati in Italia e in Europa cercano di non farsi prendere dal panico pensando che il nascente governo non potrà sopravvivere. Ma potrebbero sbagliarsi.

La verità è che ci sono buone probabilità che la nuova coalizione possa andare avanti almeno per un po’, perché fondata sul principio ancestrale secondo cui “il nemico del mio nemico è mio amico”. I due partiti, infatti, hanno un nemico comune: l’Unione europea.

Fino a pochi mesi fa l’M5s prometteva di indire un referendum sull’adesione dell’Italia all’euro, mentre la Lega chiedeva addirittura l’uscita dall’Unione. Al momento entrambe le formazioni hanno abbandonato le loro posizioni più estremiste, ma le promesse che continuano a fare potrebbero comunque portare l’Italia in rotta di collisione con l’Unione europea.

Il “contratto per il cambiamento” concordato da Lega e cinquestelle è un’accozzaglia delle politiche di riferimento dei due partiti, tra cui la promessa dell’M5s di creare un reddito di cittadinanza di 780 euro al mese per i più poveri e la richiesta della Lega di una flat tax al 15 per cento sui redditi della classe media (al 20 per cento per i più ricchi).

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Il programma soddisferà di certo molti elettori italiani (in fondo è nato per questo), ma comporterebbe un aumento del disavanzo pubblico di 110 miliardi di euro all’anno. In questo modo il governo italiano violerebbe palesemente le regole europee sul bilancio nate per stabilizzare la moneta unica.

Un terreno fertile
Già adesso il debito pubblico dell’Italia è talmente consistente che solo l’implicita garanzia fornita dall’adesione all’eurozona ne limita i costi di finanziamento. Tuttavia, se l’eccesso di spesa continuasse ancora per qualche anno, potrebbe essere intaccata la stabilità della moneta unica. Per questo l’Unione europea si opporrà con tutte le sue forze ai piani di spesa della nuova coalizione di governo tra Lega e cinquestelle.

Un altro terreno fertile per i conflitti sarà certamente l’immigrazione. La nuova coalizione italiana vorrebbe un cambiamento nel regolamento di Dublino in base al quale i profughi devono inoltrare richiesta di asilo politico nel primo paese europeo che raggiungono. Per buona parte dei migranti che riescono ad attraversare il Mediterraneo il primo paese è l’Italia. La maggioranza degli italiani vorrebbe che il peso dell’immigrazione fosse condiviso in modo più equo tra tutti i paesi dell’Unione.

Sembrerebbe una situazione esplosiva, ma è probabile che lo scontro aperto tra la coalizione italiana e l’Ue sarà rinviato, almeno inizialmente, perché l’Europa ha bisogno di serrare i ranghi per resistere all’assalto statunitense sul mercato globale.

A lungo termine lo scontro tra l’Italia e il resto dell’Ue sarà inevitabile se la coalizione tra Lega e cinquestelle dovesse durare

Come se non bastassero gli imminenti dazi voluti da Trump su una serie di prodotti europei, l’Unione dovrà trovare il modo di evitare che gli Stati Uniti impongano delle “sanzioni secondarie” alle banche e alle aziende europee che commerciano con l’Iran e che rischiano di essere costrette a ritirarsi dal mercato iraniano. È un problema di sovranità, e dunque i paesi europei faranno i salti mortali pur di tenere in riga l’Italia finché la questione non sarà risolta.

A lungo termine, però, lo scontro frontale tra l’Italia e il resto dell’Unione europea sarà inevitabile se la coalizione tra Lega e cinquestelle dovesse durare nel tempo. Quando lo scontro arriverà, è probabile che i due partiti ritornino alle vecchie battaglie per l’uscita dall’eurozona o dall’Unione europea. Come ha scritto Oscar Wilde in un contesto molto diverso, “perdere un genitore può essere considerata una sventura, perderli entrambi è segno di trascuratezza”. Se l’Unione perdesse sia il Regno Unito sia l’Italia sarebbe senz’altro un segno di trascuratezza, ma del tutto evitabile.

La vittoria risicata dei sostenitori della Brexit (52 per cento favorevoli, 48 per cento contrari) è stata determinata soprattutto dalla generazione degli inglesi nazionalisti (i cosiddetti little englanders) che però sta rapidamente scomparendo per motivi di età, mentre la maggioranza di chi ha meno di 35 anni ha votato per l’adesione.

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La maggior parte degli italiani vuole restare nell’Unione europea, però il malcontento generale ha spinto tanti a votare per partiti che, tra le altre cose, sono euroscettici. Tra l’altro, alcuni stati dell’Unione, come la Polonia e l’Ungheria, che hanno passato oltre mezzo secolo sotto il giogo del comunismo e pochi anni in democrazia sono tornati al vecchio autoritarismo, e la malattia sembra diffondersi rapidamente.

In sostanza potremmo assistere alla tempesta perfetta capace di distruggere l’Unione europea. Ma non preoccupatevi, quantomeno l’Europa ritroverà alcune delle sue vecchie tradizioni, dittature pittoresche, ultranazionalismo, guerre sporadiche e perfino una guerra mondiale di tanto in tanto.

(Traduzione di Andrea Sparacino)

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