Amor d’amigdala

14 novembre 2017 18:02

1. Madness, My girl
Anche sotto la patina da 1979 – lo ska da ragazzi bianchi, piano e sax, cappelletti e occhiali da sole e le Lambrette a Camden Lock – questa canzone non perde freschezza: nel sottogenere “scazzi con la tipa” rimane una pietra miliare. Nella nuova antologia Full house c’è anche una più recente My girl 2, variazione da Ray Charles sul groove di Hit the road Jack. Molte di queste quarantadue canzoni conservano una validità squisitamente britannica da cugini sgamati che insegnarono coolness, un piccolo amore duraturo che fa sempre piacere ravvivare.

2. Era Serenase, L’amore spiegato ad Alberto Angela
Il duo genovese formato dai cugini Serena Gargani e Davide Brancato è sospeso tra alt-hip hop e divulgazione scientifico-sardonica. “Sento il bisogno di lasciarmi fecondare di brutto, la natura è mescolare la struttura muscolare di creature sempre ignare di tutto”, canta lei: e l’amore dal punto di vista del sistema limbico ha una sua freschezza. Nell’album Crystal ball ci sono anche La morte spiegata ai bambini, delle ospitate di Dutch Nazari e Willie Peyote, e un buonumore chimico da ricerca di anni ottanta perduti.

3. Angelo Sicurella, Ubriachi di sale
Un amore andato a male. Decidi di separarti dalla persona che hai amato per tanto tempo. Ma rimane un legame che non riesci più a cancellare. Per il suo primo album solista, intitolato Yuki O, il palermitano Sicurella (transfuga dagli eclettici Omosumo, band di pop sperimentale) si è inventato questo portentoso pezzo di chiusura: uno di quei brani che non potrebbero stare che alla fine di un album. Sicurella omaggia il qawwali (la musica sacra dei sufi del subcontinente indiano) di Nusrat Fateh Ali Khan, ma anche il sardo Iosono-uncane.

Questa rubrica è stata pubblicata il 10 novembre 2017 a pagina 90 di Internazionale. Compra questo numero | Abbonati

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