04 ottobre 2007 00:00

Sicuramente non ci piacciono i voli che arrivano in ritardo, i bagagli che non partono con noi (o peggio ancora che si perdono) e le poltrone così strette che Amnesty International potrebbe accusare le compagnie di “trattamento degradante”.

Ma che cos’è che non ci piace dei nostri compagni di viaggio? Sul sito cheapflights.co.uk si può leggere un’inchiesta condotta tra i passeggeri. L’abitudine più sgradevole è risultata quella di reclinare la poltrona in posizione quasi orizzontale fino a schiacciare chi è seduto dietro.

La domanda che mi sono subito posto è: ma con che compagnia viaggia questa gente? Ormai le poltrone si spostano solo di mezzo centimetro. Al secondo posto ci sono quelli che prendono a calci lo schienale del posto davanti, ma probabilmente a lamentarsi sono proprio quelli che reclinano il sedile fino in fondo.

Al terzo posto le persone che bevono e fanno chiasso, seguite da quelle che parlano a voce troppo alta e da quelle che ascoltano la musica a tutto volume. Vietiamo gli iPod. Anche i bambini rumorosi sono fastidiosi, ma chiunque ha dei figli non può che essere solidale verso chi viaggia con i bambini. Dopotutto si dice che in aereo ci sono due classi: la prima e quella “con i bambini”.

Le persone che hanno troppi bagagli non sanno viaggiare, ma quello che mi fa innervosire è il tempo che impiegano a metterli via. Cos’altro non sopporto? Per esempio, le persone che mi scavalcano per andare alla toilette. O quelle che mi guardano storto se sono io a scavalcarle. E soprattutto non sopporto chi chiede il posto vicino al finestrino e poi non guarda mai fuori. Ma per fortuna quel posto riesco quasi sempre ad averlo io.

Internazionale, numero 713, 5 ottobre 2007