I giovani iracheni vogliono musica e libri

11 settembre 2017 14:54

Due eventi accaduti nell’ultima settimana hanno svelato il lato giovane e positivo dell’Iraq. Il primo è stato l’apertura di un nuovo centro commerciale nel quartiere di Mansur, nella parte est di Baghdad. Secondo il comitato degli investitori, l’edificio è costato 35 milioni di dollari e occupa una superficie complessiva di 32mila metri quadrati su quattro livelli. Ma la cosa veramente sorprendente è che all’inaugurazione si sono presentati cinquemila ragazzi che hanno ascoltato musica e ballato all’aperto.

È stata una dimostrazione della loro voglia di una vita moderna e laica. Gli organizzatori delle manifestazioni che si sono svolte periodicamente nella piazza Tahrir di Baghdad sono stati presi in contropiede e si sono chiesti: “Perché nelle proteste delle ultime cento settimane non siamo mai riusciti ad attirare così tante persone?”.

L’apertura di un nuovo centro commerciale nel quartiere di Mansur, nella parte est di Baghdad, settembre 2017.

Il secondo evento è accaduto a Mosul, poche settimane dopo la liberazione dal gruppo Stato islamico (Is). Migliaia di ragazzi e ragazze – con indosso foulard colorati o addirittura a capo scoperto – hanno partecipato alla fiera del libro, che era stata organizzata dagli editori di tutto il paese per celebrare la nascita di una città nuova e più moderata. Nel corso dei tre anni di occupazione dell’Is la biblioteca pubblica era stata incendiata e poi convertita in una struttura militare dove sono state uccise molte persone.

Dopo la liberazione, molti iracheni – me compreso – hanno partecipato a una campagna di raccolta di libri per la città. La grande partecipazione dei giovani alla fiera del libro è stata una piacevole sorpresa per molti iracheni, che si sono chiesti: “Dove erano nascosti tutti questi giovani moderati durante gli anni tragici dell’occupazione?”.

Fiera del libro a Mosul, 7 settembre 2017.

Tra tutte le notizie di violenze e corruzione, questi due eventi mostrano che c’è luce in fondo al tunnel.

(Traduzione di Francesca Sibani)

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