Più di mille persone si sono presentate all’evento Savage love live alla University of Wisconsin-Madison. Ovviamente gli studenti mi hanno mandato molte più domande di quelle a cui potevo rispondere in 90 minuti. Come promesso, Madison, ecco qualche risposta extra alle domande che quel giorno non sono riuscito ad affrontare…


Può una relazione aperta funzionare se è del tipo “frequentare due persone separatamente, entrambe in modo serio, e senza che nessuna delle due relazioni sia quella principale”?

Dipende da cosa s’intende per “funzionare”. Per la maggior parte delle persone, “funzionare” – nel contesto di una relazione – significa avere “una relazione d’amore duratura, a lungo termine, che si concluda solo con la morte di una delle due parti o entrambe”. Io, invece, per “funzionare” intendo “una relazione d’amore che renda i partner felici, sia che duri per tutta la vita sia che entrambe le parti – o tutte le parti, se si parla di una situazione poly o aperta – decidano a un certo punto di interrompere la relazione in modo amichevole”. Per cui sì, secondo me la relazione che descrivi può funzionare. Che tu mantenga questa relazione – o queste relazioni – per tutta la vita resta da vedere. Magari con il tempo ci si ritrova più coinvolti da una delle due persone, oppure ci si separa da entrambe e se ne trova un’altra o altre due. Ma se ora sei felice, e se sono felici anche le altre persone coinvolte, allora la tua relazione sta funzionando.

So che per un certo periodo hai vissuto a Madison. Hai qualche aneddoto spettacolare sulla nostra Mad Town?

“Savage love” è nata a Madison: le prime rubriche le ho scritte su un computer nel retro della videoteca Four Star Fiction and Video, dove lavoravo di notte e mi occupavo della restituzione delle videocassette. Nel magazzino della Four Star facevo anche altre cose. Cose da ore piccole. Cose note soltanto a me, a un gran pezzo di figo di nome Roger e a uno dei baristi del Plaza, che una notte ci sentì per caso parlare delle cose che ci eravamo appena fatti a vicenda nel magazzino in questione.

La giornalista Ann Coulter dice che, se suo figlio le rivelasse di essere gay, lei gli direbbe “che è stato adottato”. Cosa le risponderesti?

Un genitore che rifiuta un figlio gay (raddoppiando così il rischio già quattro volte più alto della media che il ragazzino gay si suicidi), l’idea che il coinvolgimento affettivo dei genitori adottivi nei confronti dei figli sia minore, e quella che i figli adottivi siano amati solo a certe condizioni: solo una come Ann Coulter riesce a infilare tanto odio, tanta cattiveria e tanta violenza emotiva in una singola “battuta”. Non so bene cosa le risponderei – non ho mai avuto il piacere di conoscerla – ma mi riesce difficile immaginare che un eventuale figlio di Ann Coulter, gay o etero che sia, le rivolgerebbe la parola, per cui probabilmente le direi che il suo punto di vista sui suoi figli ipotetici è irrilevante.

In passato ho avuto diverse relazioni in cui sono stata maltrattata. Oggi ne ho una stupenda, ma faccio molta fatica a credere che non succederà niente di brutto. Come faccio a superare questo terrore?

Qualcosa di brutto succederà, contaci. Prima o poi il tuo nuovo partner farà qualcosa che ti ferirà. La speranza è che questa cosa brutta sia meno brutta di quelle che hai vissuto nelle tue relazioni precedenti, che non comporti violenze fisiche o emotive, tradimenti imperdonabili, nulla che ti imponga di mettere fine alla relazione. Ma prima o poi il tuo nuovo partner si comporterà male con te. E anche tu ti comporterai male con lui. Succede nelle migliori relazioni. Il tuo terrore diminuirà un po’ se riuscirai ad accettarlo.

*Può esistere una relazione sana e duratura con una persona che non riesce mai ad ammettere di aver sbagliato? *

Chiunque abbia mai avuto una relazione sana e duratura sa che entrambe le parti devono saper ammettere di aver sbagliato. A volte tocca ammetterlo perfino quando si sa di non aver sbagliato. Per cui la risposta è: “No”.

Quando e come è meglio usare la panna montata?

Ne abbiamo già parlato: la panna montata non è una cosa erotica. Due minuti dopo che te la sei messa sui capezzoli – o nell’ombelico o tra le chiappe o sotto le ascelle – cominci a puzzare di vomito di neonato. Non c’è niente di sexy. E poi, cari abitanti del Wisconsin, non è che nella vostra dieta manchino i latticini. La panna montata riservatela al gelato, e se proprio volete leccare qualcosa dal corpo del partner, allora fatelo sudare per bene e leccate il suo sudore.





Io e i miei amici abbiamo una tradizione: ogni settimana leggiamo la tua rubrica ad alta voce, in accappatoio, bevendo whisky. Tu cosa aggiungeresti a questo già meraviglioso rituale?

Dei butt plug vibranti telecomandati, naturalmente, ciascuno impostato per attivarsi a un’ora diversa.

Sborrare in faccia: è degradante? Arrapante?



Sì.*

Hai amici bisessuali?

“Sì, Dan ha amici bisessuali, e io sono uno di questi”, dice Eric Olalde, yogi, strafigo e grande amico, casualmente anche bisessuale. “Mi ha visto oscillare tra maschi e femmine in varie fasi della mia vita, e ha perfino preparato dei brunch per me e per la mia ex. Nei miei confronti ha sempre e soltanto mostrato sostegno e autentica amicizia”.

Il mio partner vive lontano, e per almeno due anni non potremo vivere insieme. Lui dice che posso andare a letto con chi voglio. Io vorrei riuscire a dirgli lo stesso, ma avverto un po’ di gelosia e insicurezza. Allora gli ho detto di non dirmi niente, solo che a lui non va di mentire. Che fare?


Omettere certe informazioni su tua richiesta – tenerle da parte fino a quando non ci si sente pronti – non fa del partner un bugiardo. Ne fa un partner premuroso. Digli di fare ciò di cui ha bisogno, ma di risparmiarti i dettagli.

Ok, Madison! Grazie per questo incontro così bello, e spero davvero di tornare presto. Per questa settimana rimane un’ultima lettera. Non è una domanda che mi hanno fatto all’evento di Madison, ma un nesso con Madison ce l’ha…

Ci siamo incontrati brevemente a Madison, in Wisconsin, tanto tempo fa. Faccio il medico di base, e di solito rimango colpito dall’intelligenza e dalla precisione medica dei tuoi consigli. Il tuo progetto It gets better, poi, rappresenta un contributo importantissimo alla salute mentale e fisica di adolescenti e giovani. 
Ecco una piccola nota medica: concordo con il tuo suggerimento secondo cui i medici dovrebbero spiegare la faccenda della “base svasata” ai pazienti che fanno uso di *sex toys anali. Ma per quelli a cui nessuno l’ha spiegata, c’è un modo semplice di rimuovere gli oggetti bloccati nel retto. Bisogna accovacciarsi ben bene e, rimanendo immobili, rilassarsi, respirare e… voilà! L’oggetto cadrà per terra, senza bisogno di ricorrere alle dita o ad altre scomode procedure. Ho imparato questa tecnica da una dottoressa molto saggia (sapendo che in passato le donne partorivano in quella posizione, ha applicato lo stesso principio al rilassamento dei muscoli rettali) e l’ho usata con alcuni giovani pazienti che si erano presentati in ospedale da me con un problemino imbarazzante. Il risultato è stato semplice e comodo sia per il paziente che per il medico. Sentiti libero di condividere il consiglio con chiunque possa essere interessato!


Stappare Anche Dopo Capodanno*



Grazie dell’informazione, SADC!

* A volte entrambe le cose contemporaneamente!

(Traduzione di Matteo Colombo)

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it