Uomini che no

03 ottobre 2019 16:23

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.

Più o meno nel periodo in cui il mio ragazzo mi ha lasciato ho conosciuto un tipo. Ci siamo trovati su un sito per incontri, ma in pratica a lui interessano solo le mie tette, e a me fargli pompini. Mi piace averlo nella mia vita ed è un uomo attraente, ma con me non vuole fare altro che ricevere pompini mentre si guarda dei porno. Essendo io molto insicura, penso che se questa cosa va avanti da tanto tempo il motivo è che non mi era mai capitato di piacere a uno così attraente. Mi ha chiesto di firmare un “contratto” in cui mi impegno a mollare tutto e mandargli foto ogni volta che me lo chiede. Non posso avere un fidanzato, mentre lui può avere tutte le ragazze che vuole. Per lui faccio un sacco di cose, ma lui per me niente. Avrei dovuto dire di no, ma all’epoca stavo di merda e mi sembrava di non avere niente da perdere. Vive a due ore di autobus da qui, e mai una volta che venga a prendermi. In più è disponibile solo dal lunedì al venerdì. Continua a dirmi di andarlo a trovare, ma io non riesco a darmi una giustificazione per queste due ore di autobus che non mi danno nulla. Sono stata a un passo dal dire basta quando un collega più anziano mi ha toccato il culo: l’ho confidato a lui, e mi ha risposto che sarebbe stato arrapante spedire a questo collega una foto delle mie tette. Risposte del genere mi mandano il sangue al cervello, eppure non l’ho ancora scaricato. Forse sono io che esagero e da lui mi aspetto troppo, anche perché lui più volte mi ha detto che il sesso non gli piace, e non vuole mai vedermi nuda dalla vita in giù.

– Don’t Understand My Behavior

Smetti di vederlo, o meglio smetti di servirlo, a questo stronzo. La testa di cazzo ti è piombata addosso quand’eri chiaramente vulnerabile (dopo che il fidanzato ti aveva lasciata), ed è da allora che ti usa, facendo leva sul fatto che è bello. E il suo obiettivo, DUMB, non sono i pompini. Quello che lo eccita è vederti piegata e umiliata – vuole guardarti mentre infili l’autostima nel tritacarne – e questo forse perché gli conferma che è attraente, o magari è solo uno stronzo particolarmente sadico. E benché a te sembri di non avere nulla da perdere, quello che hai da perdere, lo stronzo, lo vede con chiarezza: è la tua autostima, che lui sta smontando pezzo per pezzo.

Conosco altre persone che praticano questo genere di “succhia e fuggi”; offrono rapporti orali “non reciproci” ad attivi egoisti e a volte sadici. Ma lo fanno per un motivo valido: perché le eccita. Se fare la succhiacazzi a chiamata ti arrapasse o ti facesse godere, DUMB, se fosse un modo eccitanti di spezzare la routine, una breve fuga erotica dalla persona che sai di essere (sexy, attraente, apprezzata, eccetera), allora come sfogo ludico potrebbe essere sano. Quelli che conosco io – e sono tutti maschi – non si fanno illusioni sentimentali sugli uomini a cui prestano servizio. Soprattutto, però, godono a farlo. Li eccita farsi trattare così, interpretare quel ruolo, succhiare a chiamata il cazzo di uno che interpreta il ruolo dell’attivo egoista e dominante.

A te però non eccita, DUMB: ti fa sentire una merda. E già vedo come andrà a finire: la stronzaggine del tizio, nel tempo, andrà aumentando. Eliminalo ora.

(Francesca Ghermandi)

Sono una ventiseienne che da due anni sta con un trentaduenne. Lo amo e conviviamo. Qualche giorno fa mi ha rivelato che trova disgustosa la parola vagina. Gli piace fica, il termine vagina lo ammoscia e gli dà molto fastidio sentirlo. A me sembra assurdo, una cosa da immaturi, e francamente anche un po’ offensiva. Io della mia vagina vado fiera: amo lei e ciò che ci permette di fare insieme. Non ho problemi con i termini che definiscono le parti intime. Lui giura di adorare la mia fica, ma la parola vagina gli fa schifo. Sono pazza a trovare un po’ fastidioso questo suo conflitto terminologico?

– Vaginas Always Love Useful Erections

“Innanzitutto, VALUE ha ragione”, dice la dottoressa Jen Gunter, ginecologa e scrittrice. “La parola vagina non ha nulla di disgustoso. Eppure, per molte persone, provoca associazioni di questo tipo perché uno dei cardini del patriarcato è ripetere che la vagina è sporca, fa schifo o puzza. Sotto i colpi di questa stigmatizzazione sociale, ahimè, sono caduti anche la vulva e la clitoride. Avendo ricevuto messaggi del genere fin dalla nascita, capisco che un uomo eterosessuale possa avere problemi con questa parola”.

Ma solo perché ci è chiaro come il tuo ragazzo possa averlo sviluppato, VALUE, non significa che il suo rifiuto vada bene.

“Un uomo adulto che trovi disgustosa la parola vagina ha un problema”, dice Gunter. “Sarei curiosa di sapere se questo suo non riuscire a pronunciare il termine è un fenomeno ‘da camera da letto’ oppure più generale. Nel primo caso, forse lei potrebbe aiutarlo ad abituarsi alla parola usandola più spesso. Terapia d’urto! Nel secondo caso, credo che per VALUE possa essere un punto critico. Sull’argomento ho scritto un libro, The vagina bible. Magari leggerlo, e capire che non pronunciare la parola vagina è sempre stato un modo per opprimere le donne, potrebbe essergli utile. Ribadisco: terapia d’urto!”

Seguite la dottoressa Jen Gunter su Twitter: @DrJenGunter. The vagina bible è in vendita, oltre che nella classifica bestseller del New York Times! Complimenti, dottoressa Gunter.

pubblicità

A mio marito piace fare e ricevere clisteri durante il sesso. Quando ci siamo conosciuti ero sessualmente molto inesperta. Avevamo vent’anni ed eravamo molto innamorati. Ai clisteri mi ha iniziato lui, e all’inizio stavo al gioco, quasi godendomi la novità. Ma con il tempo ha cominciato a piacermi sempre meno. Poi sono arrivati i figli, le occasioni per certe cose si sono diradate e a poco a poco ho capito che i giochi anali non mi piacevano. I clisteri sono diventati quasi una violenza fisica e psicologica. Lui mi ha proposto come alternativa i plug anali, ma ogni volta che me ne infilava uno mi sentivo comunque violata e impaurita. Sono andata da un consulente sessuale, il quale mi ha ricordato che avevo il diritto di dire no. Mio marito ha cominciato a coltivare i suoi interessi anali da solo. Oggi abbiamo entrambi 68 anni. La mia libido si è affievolita, ma la sua no. Non voglio rinunciare all’esperienza della penetrazione, ma mio marito non sembra capire che per me, in questa fase della vita, il sesso ha più a che fare con l’intimità e il sentirsi amati e abbracciati che con l’intensità del piacere sessuale. Vive come una delusione il fatto che io non sia ricettiva al suo bisogno di stimolazione anale. Gli ho detto che è libero di cercarsi in rete persone disposte a farlo, ma anche che, se per lui è così importante che a farlo sia la sua compagna, possiamo separarci. Gli piacerebbe che fossi più accomodante.

– Absolutely No Anal Love

Puoi e devi continuare a rifiutare qualsiasi tipo di pratica – anale o meno – che ti faccia sentire violata e impaurita, ANAL, così come puoi dire “voglio il divorzio” a uno che da decenni, purtroppo, dimostra di non saper accettare un “no”. E se è vero che dargli il permesso di cercare su internet compagnia per i giochi anali rientra nella categoria “compromessi perfettamente accettabili”, ANAL, più che i bisogni insoddisfatti di tuo marito mi preoccupa il tuo bisogno insoddisfatto di amore e di affetto. E in questo senso credo che tu debba cercarti un amante affettuoso, non appena avrai trovato un avvocato divorzista con i controcazzi.

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.

Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.
pubblicità

Articolo successivo

Candele
Le regole
Sostieni il giornalismo indipendente
Se ti piace il sito di Internazionale, aiutaci a tenerlo libero e accessibile a tutti con un contributo, anche piccolo.