26 maggio 2021 16:43

Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito

Mi serve un consiglio. La persona con cui sto da 27 anni fa sesso con il mio migliore amico. Va avanti da un anno e mezzo. Per quel che ne sapevo io, eravamo una coppia monogama, anche se da qualche anno era subentrata la noia. E il mio migliore amico per me è tutto. Di lui mi fido molto, mi consiglia anche sulla relazione. Qualche giorno fa parlavamo del disinteresse del mio compagno per il sesso. Lui, guardandomi dritto negli occhi, mi ha detto che con il suo compagno era lo stesso. Senza che sapessi nulla della loro tresca. La cosa strana è che il mio amico non è nemmeno il suo “tipo”. Il mio amico, invece, negli ultimi anni è diventato una vera troia, all’insaputa del suo compagno. Mi sento molto tradito da tutti e due. Sono a pezzi. E mi fa anche paura la solitudine. Ho 56 anni. Noi quattro abbiamo fatto un sacco di cose insieme, feste, cene, brunch, tutto. Ora non vedo come si possa continuare. Cosa mi consigli?

– Going Under Thanks To Extreme Deceit

Non so che dirti. Se quello che il tuo compagno e il tuo migliore amico hanno fatto – ripetutamente – ti risulta insopportabile e imperdonabile, GUTTED, non sopportare né perdonare. Brucia tutto. Chiudi un rapporto quasi trentennale e taglia i ponti con il tuo migliore amico. Poi sarai tu a decidere se non parlarne o se spiegare alle persone che conosci perché hai interrotto i rapporti con loro due. E se ne parli pubblicamente, GUTTED, cosa che hai tutto il diritto di fare, la cosa arriverà istantaneamente all’orecchio del compagno del tuo migliore amico – sempre che non sia tu stesso a dirglielo, ed è probabile che anche tra loro finisca. Il che implica che a bocce ferme – e nuovi contratti d’affitto firmati – tu e l’ex del tuo migliore amico sarete single, e il tuo ex partner e l’ex miglior amico saranno liberi di dire a tutti che stanno insieme.

Ma non puoi stare con il tuo compagno solo per impedire che ciò accada. Non si può stare con una persona per dispetto. Il che non vuol dire che tu non possa rimanere con lui. Puoi… se vuoi… e se lui vuole… ma il rapporto cambierà parecchio.

Di voi due non mi dici molto, GUTTED, se non da quanto tempo state insieme, che qualche anno fa è subentrata la noia, e che scoprire il tradimento ti ha turbato. Ma se tra voi rimane del buono, e hai altri motivi per restare con il tuo fidanzato – a parte, o in aggiunta, al non voler stare solo – GUTTED, allora andate in terapia di coppia.

Non sarà più lo stesso, GUTTED, ma sai che c’è? È profondamente irrazionale aspettarsi che le cose, con il passare dei decenni, restino uguali. E dover fingere che sia così comporta, nelle relazioni stabili, uno sforzo inutile, ma difficilmente evitabile. Anche se tutti sanno che è tutto diverso, si ha paura di ammetterlo perché spesso comporta una ridiscussione delle regole del rapporto (tipo una monogamia decisa decenni prima). E più si sta insieme, più il rischio sembra alto. Così si finisce per non parlare del cambiamento, anche se in una coppia entrambi sanno che c’è stato, e qualcuno decide di fare ciò che è necessario per preservare il matrimonio (o la relazione) e la salute mentale. L’ideale è che questi andirivieni – situazioni, concessioni, rispettivi spazi – siano discussi prima e accettati da entrambi. Ma molto spesso, GUTTED, i discorsi difficili, vengono evitati, cominciano le scappatelle, e i discorsi difficili, una volta scoperte quelle, diventano inevitabili.

Scoprire un tradimento può essere traumatico. Dico “può”, GUTTED, perché non sempre è così; c’è anche chi dopo trent’anni se ne frega se l’altro scopa in giro, a patto che poi torni a casa. Non è che il sesso e la fedeltà (da non confondersi con la monogamia) non contino. Contano. Per te evidentemente contavano. È che altre cose – per esempio la lunga condivisione, un rapporto profondo se non passionale, o entrambe le cose – possono con il tempo diventare più importanti, e decenni di irreprensibile monogamia non sono l’unico modo per dimostrare che una persona è fedele.

Una volta in terapia di coppia – sempre che lui ci voglia andare – vi inviterei ad affrontare di petto questioni come l’importanza che il sesso ha per voi come persone ora, e quella che il sesso e l’esclusività hanno per voi come coppia ora. Può essere che la passione e l’esclusività abbiano definito il vostro rapporto all’inizio, contribuendo a rafforzarlo. Ma nel frattempo altre cose – preziose, come il senso di familiarità, di intimità, di protezione – potrebbero averle superate in importanza. Anche se alla persona con cui stai, il sesso con te o esclusivamente con te non interessa più, GUTTED, non vuol dire che con te non ci voglia più stare. Magari ti ama ancora, e a cementare il vostro rapporto – forse anche più del sesso – ora è altro.

Oppure no. Magari lui se ne vuole andare, e tradirti era un modo per far saltare il tavolo. Ma se anche volesse rimanere con te, GUTTED, ripeto, il rapporto per forza di cose cambierebbe. Diventerebbe un’amicizia, forse, magari con una ritrovata intesa sessuale. Se volete stare insieme i modi ci sono. È una strada ripida e accidentata, GUTTED, ma infinite altre coppie l’hanno già percorsa. Per riuscirci dovrete fare entrambi un enorme sforzo, lui dovrà pentirsi sinceramente, e tu perdonare eroicamente. Quanto al migliore amico, GUTTED, lui è da spedire affanculo per l’eternità.

P.S. Usi la parola “zoccola” come se fosse una cosa brutta. Non lo è. Ingannare e tradire è brutto. Il tuo migliore amico ha fatto una cosa brutta; il tuo compagno anche. Ma fare le zoccole – in modo protetto, etico e consensuale – è una cosa bella, GUTTED. E tra i miei lettori e ascoltatori tante persone, una volta vaccinate, non vedono l’ora di tornare a fare le zoccole – con prudenza, senso etico e consensualità. Se lo facessi un po’ anche tu – che torni presto single o meno – magari ti farebbe bene. Perché sì, anche i gay over 50 freschi single possono essere zoccole (metti daddy nella bio di Instagram, GUTTED, e preparati alla pioggia di messaggi).

Illustrazione di Francesca Ghermandi

Ti chiederei di dirimere una divergenza. Esco con una fanciulla secondo la quale in “frizzaculo” – la parola che hai inventato – ci va il trattino, “frizza-culo”. Io sono convinto che sia un’unica parola. Un sostantivo che descrive un disturbo, per l’appunto il frizzaculo. Tu che l’hai inventata, Dan, che cosa dici? Grazie fin d’ora

P.S. Dalla tua risposta dipende roba parecchio maiala.

– Words With Friends With Benefits

Anni fa eravamo invasi dalle pubblicità dei lubrificanti “effetto calore” per coppie eterosessuali. Le vendevano come una cosa rivoluzionaria, uno spot del lubrificante KY invitava ad “alzare la temperatura” della propria vita sessuale. Ecco, no. Primo, vedo flaconi di lubrificante “effetto calore” nei sexy shop e sui comodini dei miei primissimi fidanzati da quando feci coming out negli anni ottanta. E l’effetto, be’, diciamo che spesso quei flaconi venivano gettati ancora pieni. Perché se è vero che i lubrificanti effetto calore ti infrizzantiscono il culo, non è che sono loro a scoparti. Una brutta scopata resta brutta anche con il lubrificante effetto calore. E riempirsi il buco di lubrificante effetto calore non “migliora l’esperienza”, come diceva la pubblicità, la rende solo più difficile da superare; addormentarsi dopo il sesso è impossibile, comunque sia andato, se uno ha davvero il frizzaculo.

P.S. La parola è mia, l’ho inventata e ti dico che il trattino non c’è. Godetevi le porcate!

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Ti leggo da tanto, ti scrivo per la prima volta e adoro la tua rubrica. La domanda del lettore VIBEQ per me toccava un tasto, perché io (etero, cis, gusti molto soft, a forma di maschio) quando le mie partner usavano i vibratori avevo la stessa paura. Ma l’ho superata! E chi ci ha guadagnato sono io al 100 per cento! Sono stato un adolescente timido da far schifo, sfigato, goffo e con un sacco di complessi sessuali, specie la paura irrazionale di non poter soddisfare una donna come un vibratore. È rimasto un blocco importante anche quando ho cominciato a fare sesso. Ma un giorno che ero all’università, la mia ragazza mi ha chiesto di usare su di lei il suo vibratore mentre limonavamo. Questo grosso modo il testo del mio monologo interiore: “Oh no, lo sto facendo male e per questo vuole il vibratore… Uhm, è quasi come avere un secondo cazzo… Ehi, il mio secondo cazzo in pratica è un robot…”. Dopodiché è partito il basso della colonna sonora di Terminator. Mi ci sono buttato senza voltarmi indietro. È stato tanto liberatorio. Un altro vantaggio di superare la paura dei vibratori è che possiamo avere rapporti anche se sono stressato e non mi sento all’altezza, come per esempio in piena pandemia. E tutto questo lo devo a un’ex che ha avuto il coraggio di chiedermelo. Se VIBEQ si butta, magari anche lui scopre che ne vale la pena!

– Good Vibes

Grazie della testimonianza, GV!

(Traduzione di Matteo Colombo)

Savage love è una rubrica di consigli sessuali e di coppia pubblicata su The Stranger.