Sommario

658 (8/14 settembre 2006)

L’era della paura

Arundhati Roy, Hans Magnus Enzensberger, Slavoj Zizek

658 (8/14 settembre 2006)

Americhe

Un mestiere in via di estinzione

Asia e Pacifico

Rischio nazionalista per il Pakistan

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Opinioni

La bandiera di Saddam

Cina

Una tigre al cinema

I film cinesi più conosciuti sono quelli con arti marziali e duelli acrobatici. Ma una nuova generazione di registi e sceneggiatori comincia a raccontare la Cina di oggi

Economia e lavoro

Stranieri necessari

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Opinioni

La parola: pips

Opinioni

Il sistema Italia

Opinioni

Asciugainsalata

El Salvador

Pugno di ferro contro l’aborto

Nel Salvador l’interruzione di gravidanza è un crimine che può costare fino a cinquant’anni di carcere. Anche in caso di stupro o incesto. La storia di una ragazza che ha deciso di parlare

Scienza

Pronti, si parte

Un gruppo di scienziati israeliani ha studiato il sistema per rendere più veloci le procedure d’imbarco sugli aerei, ispirandosi alla teoria della relatività

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Africa e Medio Oriente

Amicizia di comodo tra Siria e Iran

Opinioni

La dentiera

In copertina

L’era della paura

Arundhati Roy, Hans Magnus Enzensberger, Slavoj Zizek

Italieni

La barriera dell’integrazione

Padova si divide sulla decisione del comune: costruire un muro per isolare un ghetto d’immigrati

Opinioni

Editorialisti vanitosi

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Opinioni

La gita di Dick Cheney

Opinioni

Romanzi a fumetti

Opinioni

Vie di fuga

Opinioni

Sbarco sospetto

Ravioli russi in Corea

Avvicino la faccia a un secchio pieno di vongole immerse nell’acqua di mare. Leggi

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croazia

I serbi tornano a casa

Dopo più di dieci anni di esilio, i serbi di Croazia cercano di rifarsi una vita. Ma la situazione economica è difficile. E allora c’è chi scommette sul rafting e il turismo

Opinioni

La tv digitale fa male?

Non si butta via niente

Chissà se nel romanzo userete una di queste scene. Ma non importa. Certi elementi del carattere dei personaggi influiranno sulla vostra scrittura. Leggi

11 settembre

Forse l’11 settembre ha cambiato soprattutto il nostro rapporto con l’informazione. Forse ha ragione Ian McEwan: “Fa parte dei tempi questo imperativo a sentire come vanno le cose del mondo, a unirsi alla totalità del pubblico, a una comunità fondata sull’ansia. Certe scene mostruose e spettacolari hanno conferito un valore di portata diversa all’informazione. La possibilità che si ripetano è come un filo che tiene legati i giorni. Il parere del governo – che un attacco a una città europea o americana sia inevitabile – non è solo un disconoscimento di responsabilità, ma anche una promessa esaltante. Tutti lo temono, ma a livello di inconscio collettivo esistono anche un anelito oscuro, un perverso desiderio di castigo e una curiosità blasfema. Come gli ospedali hanno i loro piani di emergenza, così le tv si tengono pronte a trasmettere, e il pubblico si mantiene in attesa. Più ingente, più grave la prossima volta. Fa’ che non debba succedere. Ma fa’ anche che io veda ogni cosa mentre si verifica, e da ogni angolazione possibile, e fa’ che sia tra i primi a saperlo”. Leggi

Viaggi

Una tenda per sei

Una settimana in campeggio nella piovosa Cornovaglia con moglie e figli. La vacanza di uno scettico che temeva il peggio e alla fine ha trovato il relax

Ritratto

Shin Dong-jin. Crescete e moltiplicatevi

Per vent’anni ha cercato di convincere i coreani a non fare figli. Oggi li spinge a fare più bambini, perché la Corea del Sud ha il tasso di natalità più basso del mondo

Scienza e tecnologia

Anche i padri cambiano

Europa

Il modello svedese alla prova delle urne

Opinioni

Ridere o piangere?

Portfolio

La felicità sommersa

Le foto di Juan Manuel Castro Prieto

Opinioni

Il numero: 40%

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