Al Jazeera

Il canale televisivo Al Jazeera licenzierà 500 persone.
Il canale televisivo Al Jazeera licenzierà 500 persone. La tv del Qatar ha annunciato che i licenziamenti fanno parte di un’operazione per “ottimizzare la produttività” dell’azienda. La maggior parte dei tagli, circa 300, avverranno proprio nella sede centrale di Doha. Al Jazeera ha uffici anche a Londra, Kuala Lumpur e Washington.
I giornalisti di Al Jazeera condannati a tre anni di carcere in Egitto.
I giornalisti di Al Jazeera condannati a tre anni di carcere in Egitto. L’australiano Peter Greste, il canadese Mohamed Fahmy e l’egiziano Baher Mohamed sono stati giudicati colpevoli di aver diffuso false informazioni per favorire il partito dei Fratelli musulmani, illegale dopo la destituzione del presidente Mohamed Morsi nel 2013.
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Nuovo rinvio nel processo ai giornalisti di Al Jazeera in Egitto.
Nuovo rinvio nel processo ai giornalisti di Al Jazeera in Egitto. Il tribunale, che aveva già rinviato la seduta giovedì scorso, ha fissato per il prossimo 29 agosto la lettura del verdetto nei confronti dell’australiano Peter Greste, il canadese Mohamed Fahmy e l’egiziano Baher Mohamed. Nel giugno 2014 erano stati dichiarati colpevoli di aver diffuso false informazioni e favorito il partito dei Fratelli musulmani, illegale nel paese dopo la destituzione dell’ex presidente Mohamed Morsi. Ma la Corte di cassazione ha annullato le condanne, ordinando un nuovo procedimento.
In Egitto aggiornato al 2 agosto il processo ai giornalisti di Al Jazeera.
In Egitto aggiornato al 2 agosto il processo ai giornalisti di Al Jazeera. Il verdetto era atteso per il 30 luglio. È la nona volta che viene rinviato il procedimento nei confronti dell’australiano Peter Greste, del canadese Mohamed Fahmy e dell’egiziano Baher Mohamed. I tre giornalisti nel giugno 2014 erano stati dichiarati colpevoli di aver diffuso false informazioni e favorito il partito dei Fratelli musulmani, illegale nel paese dopo la destituzione dell’ex presidente Mohamed Morsi nel 2013.
Probabilmente

Il 15 marzo era il quinto anniversario dell’inizio della guerra siriana. Più di 220mila morti e metà della popolazione sfollata. Barry Malone, editor online della rete televisiva Al Jazeera, ha scritto un commento intitolato: “Probabilmente non leggerete quest’articolo sulla Siria”. Leggi

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In Egitto la nuova udienza del processo ai giornalisti di Al Jazeera

Al Cairo è cominciata una nuova udienza del processo a Mohamed Fahmy e Baher Mohamed, due giornalisti di Al Jazeera accusati di aver minacciato la sicurezza nazionale per aver diffuso un video che conteneva false informazioni a sostegno dei Fratelli musulmani. Il 19 marzo, data in cui è ricominciato il processo, uno dei testimoni dell’accusa ha negato di aver scritto un rapporto in cui si affermava la falsità delle informazioni contenute nel video. In questa udienza il giudice dovrebbe esaminare nuove prove collegate al filmato.

I due imputati sono obbligati ad assistere al processo dentro una gabbia, dalla quale devono rispondere alle domande del giudice.

Mohamed Fahmy, giornalista di Al Jazeera canadese-egiziano, aveva dovuto rinunciare alla nazionalità egiziana per ottenere il rilascio su cauzione.

Peter Greste, il terzo giornalista arrestato con i colleghi nel dicembre del 2013, è stato espulso in Australia a febbraio con un decreto presidenziale. The Guardian

Intervista a Peter Greste, il giornalista di Al Jazeera liberato dall’Egitto 

Il giornalista australiano Peter Greste è stato liberato il 1 febbraio, dopo 400 giorni di carcere al Cairo, in Egitto. Il 2 febbraio a Cipro, sulla via del ritorno in Australia, ha rilasciato questa intervista ad Al Jazeera. Leggi

Peter Greste è arrivato a Cipro

Il giornalista di Al Jazeera Peter Greste è tornato sul suo profilo Twitter. Era stato arrestato il 29 dicembre 2013 insieme ai colleghi Mohamed Fadel Fahmy e Baher Mohammad con l’accusa di avere diffuso false informazioni. Greste è stato liberato il 1 febbraio.

Dopo un anno di carcere 
Al Jazeera sospende il canale egiziano Mubasher Misr 

L’emittente qatariota Al Jazeera ha sospeso il suo canale egiziano, le cui trasmissioni avevano irritato il governo del Cairo. Mubasher Misr (Live Egypt) resterà chiuso fino a quando “non avrà ottenuto i permessi necessari in accordo con le autorità egiziane”, ha dichiarato un presentatore.

Il governo del Cairo accusa il canale di fare da megafono alle rivendicazioni dei sostenitori dell’ex presidente Mohammed Morsi. Al Jazeera ha fatto sapere che incorporerà Mubasher Misr in un nuovo palinsesto regionale. Bbc

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Tutti vogliono un pezzo d’Africa

Decine d’anni dopo che le potenze imperiali europee si sono spartite l’Africa, il continente è di nuovo l’oggetto di una corsa per il controllo strategico e l’accaparramento delle sue risorse.

La tv qatariota Al Jazeera ha indagato su quella che alcuni analisti definiscono la “nuova corsa all’Africa”. Da una parte, gli Stati Uniti hanno espanso le loro attività militari attraverso il comando Africom, ufficialmente per combattere il terrorismo e assicurare la stabilità dei governi loro alleati.

Dall’altra, la Cina negli ultimi dieci anni ha raddoppiato il volume degli scambi commerciali con il continente.

Questa corsa, come viene spiegato nel programma tv Empire, coinvolge anche paesi emergenti, come l’India, il Brasile e la Russia, e predilige gli strumenti del soft power (aiuti umanitari ed economici, trattati commerciali, investimenti in infrastrutture) alla forza militare.

Un servizio di Al Jazeera illustra la corsa alle risorse africane. La Cina è protagonista, ma deve competere con vecchie e nuove potenze. Al Jazeera

Cambio di stagione a Doha

Perché il Qatar ha rinunciato alla sua egemonia sulla primavera araba e sulla rivolta siriana. Leggi