Amira Hass

È una giornalista israeliana. Vive a Ramallah, in Cisgiordania, scrive per il quotidiano Ha’aretz e ha una rubrica su Internazionale

Amira Hass
Attentatori per finta

Il 14 febbraio tre giovani palestinesi sono stati bloccati mentre portavano quattro bombe artigianali in un tribunale militare. Casi simili c’erano già stati due giorni prima e a dicembre. Leggi

Sanità al collasso

Alle nove di sera di martedì la mia direttrice mi ha comunicato con gentilezza che il mio articolo sul deterioramento del sistema sanitario a Gaza sarà rinviato. Leggi

pubblicità
Una scuola in pericolo

È la mattina del 31 gennaio e mi preparo ad andare a El Muntar, una delle tante comunità beduine a est di Gerusalemme la cui esistenza è minacciata dalla brama di terra dei coloni. Leggi

Quattro case demolite

Sabato scorso un amico mi ha portata a Jenin, in Cisgiordania. Voleva andare a trovare la sua famiglia estesa, i Jarrar, che avevano perso un figlio e quattro case in un raid israeliano due giorni prima. Leggi

Uno scrittore nel limbo

Vive a Gerusalemme da quando era bambino, ma ora per una questione fiscale rischia di perdere lo status di residente. Leggi

pubblicità
Storie da approfondire

Si avvicina il momento di spedire la rubrica, ma la pagina è ancora bianca. Per ogni idea che mi viene in mente trovo sempre un motivo per non approfondirla. Leggi

Uno schiaffo ai soldati

Gli attivisti della valle del Giordano stanno cercando di convincermi a tornare lì per documentare le violenze dei coloni israeliani nei confronti dei contadini palestinesi. Leggi

Versioni opposte

Abed, cinque anni, non ha permesso a suo fratello Ahed, 18 anni, di lasciarlo a casa. Piangendo in silenzio, ha preteso di visitare il terreno dove il 30 novembre loro padre era stato ucciso da un colono. Leggi

Un consiglio prezioso

Una mia amica mi ha ricordato il consiglio che le aveva dato mia madre quando aveva lasciato Israele: se vai a vivere in un altro paese, partecipa alle sue lotte per l’uguaglianza. Leggi

Due bambine

Una vive a Gerusalemme e una a Hebron. Le differenze tra le loro storie sono abissali. Leggi

pubblicità
La confusione delle statistiche

Tra il fiume Giordano e il Mediterraneo vivono 5.102.809 bambini e ragazzi di meno di 18 anni. Leggi

Espulsione rinviata

I migliori nel darmi informazioni in tempo reale sono gli attivisti israeliani. Condividiamo un obiettivo: mettere i bastoni tra le ruote ai provvedimenti di espulsione. Leggi

Quattro mani e un orecchio

Con la mano destra sto scrivendo un articolo sulle nuove limitazioni agli spostamenti degli abitanti della Striscia di Gaza. Leggi

Una lettera profetica

Ho conosciuto un giovane che vive ancora a Hebron con la madre e la moglie. Sono un modello di sumud, resilienza. Leggi

I pannelli solari restituiti

Jubbeth adh Dhib è noto per l’installazione di un impianto di energia solare finanziato dai Paesi Bassi. Leggi

pubblicità
Un apartheid diverso

Nel mondo del lavoro o in ospedale la discriminazione quotidiana è sempre dietro l’angolo. Leggi

Alla ricerca di una patria

Ho scoperto che, oltre al nome e alla data di nascita e morte, sulla tomba di Primo Levi c’è anche il numero di matricola che gli avevano tatuato ad Auschwitz: 174517. Leggi

Fuori controllo

La vegetazione di un verde intenso sarebbe anche invitante se non fosse per il nome del posto: Fukushima. Leggi

Maggioranza silenziosa

Il sospetto che la maggioranza degli abitanti di Okinawa non si opponesse alla presenza delle basi militari statunitensi era sbagliato. Leggi

Terreni rubati

Due chiamate perse, due sms e due messaggi su WhatsApp, tutti mandati da due amici. Non avevo altra scelta che aprirli: Fawzi è morto. Leggi

pubblicità