Anna Politkovskaja

1958. Nasce a New York da genitori diplomatici. 1999. Dopo aver lavorato per il giornale Izvestija, comincia a seguire per la Novaja Gazeta il conflitto in Cecenia. 2001. Vince il Global award di Amnesty International per il giornalismo in difesa dei diritti umani. Ottobre 2002. Accetta il ruolo di negoziatrice durante l’assedio del teatro Dubrovka di Mosca. 2003. Vince il premio dell’Osce per il giornalismo e la democrazia. Settembre 2004. Subisce un tentativo di avvelenamento mentre è in volo verso Beslan, durante il sequestro nella scuola. 7 ottobre 2006. Viene uccisa a Mosca.

Il mio lavoro a ogni costo

“Vivere così è orribile. Vorrei un po’ più di comprensione, ma la cosa più importante è continuare a raccontare quello che vedo”. Anna Politkovskaja spiega il mestiere di giornalista. Leggi

Una donna sola

Anna Politkovskaja era famosa per le sue inchieste sulla Cecenia. Ma la Novaja Gazeta l’ha ricordata ripubblicando questo articolo su un amico speciale. Leggi

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Non resta che combattere

L’uccisione di Aslan Maskhadov servirà solo a rafforzare l’estremismo e a prolungare la guerra in Cecenia. L’analisi di Anna Politkovskaja. Leggi

Come salvare la Cecenia

Le truppe di Mosca devono ritirarsi. La parola deve tornare alla società civile. La giornalista Anna Politkovskaja ricomincia a scrivere. E fa quindici proposte per risolvere il conflitto. Leggi

La maledizione della Cecenia

l conflitto ceceno sembra senza vie d’uscita. Ed è colpa del governo russo se non ci sono più spiragli per una soluzione pacifica. La durissima accusa della giornalista Anna Politkovskaja contro il presidente Vladimir Putin. Leggi

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L’altra Abu Ghraib

Torture, esecuzioni e sparizioni sono all’ordine del giorno nelle carceri russe in Cecenia. E vengono documentate con fotografie e video. La giornalista Anna Politkovskaja ha raccolto la testimonianza di un sopravvissuto. Leggi

La Cecenia e le bombe umane

Se non cambia la politica di Mosca, ci saranno ancora attentati suicidi. Leggi

Donne usa e getta

Gli uomini ceceni sono in prigione o sono morti. E le donne hanno dovuto prendere il loro posto negli attacchi suicidi. Un’inchiesta di Anna Politkovskaja. Leggi

Cecenia abbandonata

L’Europa non ha mai fatto nulla per fermare i massacri. E adesso se ne va. L’atto d’accusa della giornalista Anna Politkovskaja. Leggi

Buio in sala

Anna Politkovskaja è una giornalista del settimanale russo Novaja Gazeta e dal 1999 segue la guerra in Cecenia. Con i suoi articoli ha sfidato la censura di Mosca, parlando delle atrocità commesse dall’esercito russo contro la popolazione civile. Nel febbraio del 2001 è stata arrestata dai militari russi ed espulsa dalla Cecenia. Malgrado le minacce ricevute dalle forze di sicurezza ha continuato a scrivere dalla zona del conflitto. Il commando ceceno che ha preso in ostaggio quasi ottocento persone nel teatro Dubrovka di Mosca ha chiesto che fosse lei a condurre i negoziati con le autorità. Questo è il suo diario. Leggi

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La legge e i Kalashnikov

I militari russi in Cecenia si comportano come banditi, compiendo ogni giorno saccheggi e razzie. Marat Berdev, procuratore di Shali, tenta di mettere fine all’impunità degli ufficiali in passamontagna. Leggi