16 settembre 2004 16:45

1.

È necessario creare un Consiglio federale per la soluzione della crisi cecena, che abbia funzioni di organo collegiale consultivo. La condizione principale deve essere che del Consiglio non facciano parte membri del ministero dell’interno, del ministero della difesa, dei servizi segreti o altri burocrati, perché nessuno ha fiducia in loro.

Parteciperanno invece solo rappresentanti della società civile scelti tra coloro che nel corso della guerra hanno lavorato in Cecenia come osservatori per il rispetto dei diritti umani. In particolare dovrà farne parte chi si è conquistato un’effettiva fiducia tra la gente, e chi non si è asserragliato negli edifici governativi a Grozny.

Inoltre dovranno partecipare al Consiglio le figure pubbliche del paese che hanno sempre assunto una posizione contraria alla guerra, indipendentemente dalla direzione in cui soffiava il vento; che si sono pronunciate a favore di una soluzione pacifica e di un processo politico reale. E che quindi non hanno appoggiato le pseudoelezioni che già due volte sono state organizzate in Cecenia ignorando la volontà della popolazione.

2.

Dalla creazione del Consiglio nessuna decisione politica o finanziaria relativa alla Cecenia potrà essere adottata senza l’approvazione del Consiglio stesso.

3.

Il consiglio dovrà presentare un piano di interventi concreti e comprensibili e renderlo pubblico in modo che tutti nella repubblica ribelle lo capiscano, specificando cosa, e quando, sarà fatto in Cecenia per risolvere il conflitto.

4.

Sono indispensabili trattative politiche con il leader indipendentista Aslan Maskhadov, anche se la maggior parte della popolazione non lo rispetta. Ma è comunque necessario passare attraverso queste trattative.

L’obiettivo delle trattative sarà quello di dare a Maskhadov l’opportunità di scusarsi di fronte al suo popolo e andarsene, oppure di essere processato per quel che è successo. E questo è importante non per Maskhadov, ma per la gente che a suo tempo l’ha eletto. Sarà considerato un punto di partenza per un reale processo politico di risoluzione del conflitto.

5.

Le autorità federali dovranno essere obbligate a scusarsi per le vittime civili causate dalla guerra.

6.

Bisogna imporre l’obbligo di smilitarizzare il territorio. È la condizione principale per una soluzione politica impossibile senza il ritiro delle forze armate. I soldati potranno restare solo nelle caserme e nelle basi militari e per un periodo di tempo transitorio rigorosamente definito. Questo periodo dovrà essere comunicato pubblicamente, così come le condizioni in base alle quali si effettuerà il ritiro. Le eventuali violazioni della smilitarizzazione saranno punite.

7.

L’unico modo per attuare una smilitarizzazione in una realtà caratterizzata dalla totale sfiducia tra le parti (le parti sono: le forze armate e i servizi segreti federali, la popolazione civile, gli uomini di Kadyrov) è quello di compierla in presenza di osservatori internazionali che abbiano la fiducia della popolazione (Onu, Osce, parlamento europeo).

I rappresentanti internazionali saranno considerati gli unici garanti di una smilitarizzazione equa e a vantaggio di tutti: sarà possibile imporla e la popolazione la accetterà con tranquillità in presenza di osservatori internazionali, ma non di funzionari militari federali.

8.

La presenza di questi osservatori dovrà essere garantita per tutto il periodo transitorio, in cui si dovranno placare le reciproche tensioni.

La richiesta da parte delle autorità federali di un intervento della comunità internazionale sarà considerata come una prova della forza di tali autorità, e non una manifestazione di debolezza.

9.

Nel corso del periodo transitorio, la dirigenza politica sarà garantita da un “governatore russo” in qualità di delegato del presidente della Russia per la risoluzione del conflitto. In alternativa si potrebbe trattare di un vicepremier con poteri straordinari. La permanenza del nuovo presidente ceceno Alu Alkhanov all’interno di questa struttura potrebbe essere accettabile per un periodo determinato. Ma lasciare un qualsiasi ruolo a Ramzan Kadyrov è assolutamente impossibile, poiché il capo delle forze di sicurezza di Grozny, accusato di molte atrocità, è una figura che scatena solo ostilità.

10.

La principale caratteristica del governatore russo sarà quella di essere un esponente della società civile. La sua personalità dovrà essere nota e apprezzata dai ceceni e pertanto dovrà avere al suo attivo una posizione contro la guerra che sia stata coerente nel tempo e che non sia mai arrivata a compromessi con la “linea del partito”.

11.

Sarà indispensabile aprire a Grozny un ufficio ceceno del governatore russo. Nell’ufficio ci saranno rappresentanti della società civile (russa e cecena) che conoscano approfonditamente la situazione nella piccola repubblica caucasica e i bisogni della popolazione.

Dovranno essere persone che hanno lavorato in mezzo alla gente come osservatori per il rispetto dei diritti umani e che per questo abbiano ottenuto il rispetto della gente. Tutti i burocrati dovranno essere esclusi.

12.

Tutte le strutture dell’amministrazione economica della repubblica dovranno essere sottoposte all’ufficio del governatore russo. I flussi finanziari saranno sotto il controllo della società civile e di membri del Consiglio federale di ottima reputazione.

13.

Bisognerà aprire gradualmente un grande dibattito pubblico. Come dovrà essere la Cecenia? Una repubblica parlamentare o presidenziale? Si tratta di decisioni che non possono essere prese a Mosca, perché non sarebbero accettate e il consenso nazionale sparirebbe.

14.

Sempre attraverso una discussione pubblica bisognerà decidere quale costituzione scegliere. È indispensabile che attraverso questo dibattito si metta fine apertamente alla “dualità di poteri” costituzionali: a causa di questo dualismo una parte della popolazione respinge la costituzione del 1992 e un’altra quella del 2003. Grazie a questo confronto si getteranno le basi per una normalizzazione della situazione, per indire elezioni generali e conformi a un’unica costituzione, alle quali tutti vorranno prendere parte.

15.

Infine, dopo alcuni anni di pacificazione e smilitarizzazione, si dovranno organizzare delle libere elezioni in base al sistema istituzionale (repubblica presidenziale o parlamentare) scelto dalla maggioranza della popolazione.

Internazionale, numero 557, 16 settembre 2004