Il governatore della Louisiana Jeff Landry a Baton Rouge, il 15 gennaio 2024. (Michael Johnson, The Advocate/Ap/LaPresse)

Il 19 giugno la Louisiana, nel sudest degli Stati Uniti, ha reso obbligatoria l’esposizione dei dieci comandamenti nelle aule scolastiche e universitarie dello stato, una decisione che ha riacceso il dibattito sulla separazione tra stato e chiesa.

Il governatore repubblicano della Louisiana, Jeff Landry, ha firmato una legge che prevede l’obbligo di esporre i dieci comandamenti – un insieme di princìpi biblici che hanno un ruolo importante nel cristianesimo e nell’ebraismo – in tutte le scuole pubbliche finanziate dallo stato, da quelle dell’infanzia ai licei, nonché nelle università.

“Se vogliamo rispettare lo stato di diritto dobbiamo farlo a partire dalla legge originale, quella di Mosè”, ha affermato Landry durante la cerimonia della firma.

La legge prevede che i dieci comandamenti siano esposti “su poster di dimensioni adeguate e con caratteri sufficientemente grandi da essere facilmente leggibili”.

L’American civil liberties union (Aclu), una storica ong per la difesa dei diritti civili, ha reagito annunciando un ricorso in tribunale.

“La legge viola il principio della separazione tra stato e chiesa ed è chiaramente incostituzionale”, ha affermato in un comunicato.

Il primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti vieta infatti l’imposizione di una religione di stato e di accordare la preferenza a una religione rispetto a un’altra.

Negli ultimi anni altri stati conservatori della cosiddetta bible belt (cintura della Bibbia), che comprende il sud e il sudest degli Stati Uniti, hanno cercato di adottare misure simili, ma mai usando strumenti legislativi.

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