Il 21 gennaio il governo panamense ha espresso al segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres i suoi timori riguardo alle minacce del presidente statunitense Donald Trump sul canale di Panamá, che collega gli oceani Atlantico e Pacifico.
In una lettera inviata a Guterres, la missione diplomatica panamense presso le Nazioni Unite ha affermato che le dichiarazioni fatte da Trump durante il suo discorso inaugurale sono “molto inquietanti”.
“Le chiediamo di trasmettere le nostre preoccupazioni al Consiglio di sicurezza”, di cui Panamá fa parte dal 1 gennaio, si legge nella lettera, che è stata trasmessa alla stampa.
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“Ci riprenderemo il canale di Panamá”, aveva affermato Trump durante il suo discorso inaugurale, il 20 gennaio.
Il controllo del canale di Panamá, la cui costruzione è stata completata dagli Stati Uniti nel 1914, fu restituito al paese centroamericano nel 1999, in base a un accordo firmato dal presidente democratico Jimmy Carter nel 1977.
“Panamá ci ha trattati molto male dopo aver ricevuto quel regalo insensato, che non avrebbe mai dovuto essere fatto”, aveva dichiarato Trump, denunciando “le tariffe eccessive imposte alle navi statunitensi”.
“Ma il vero problema è che il canale è gestito dalla Cina, e noi non l’abbiamo dato alla Cina, ma a Panamá”, aveva aggiunto.
La risposta di Pechino
Il 22 gennaio il ministero degli esteri cinese ha smentito qualunque coinvolgimento nella gestione del canale di Panamá.
“La Cina rispetta la sovranità di Panamá e non ha mai partecipato alla gestione del canale, che è una via di navigazione internazionale accessibile a tutti”, ha affermato Mao Ning, una portavoce del ministero.
“L’integrità territoriale di Panamá non può essere messa in discussione e il canale non può essere controllato da nessuna potenza”, ha aggiunto.
Il 22 gennaio il presidente panamense José Raúl Mulino, in visita a Davos, in Svizzera, per il Forum economico mondiale, ha affermato che “il canale è parte integrante del territorio di Panamá” e “non è un regalo degli Stati Uniti”.
“Sarebbe inammissibile violare il diritto internazionale per i propri interessi”, ha aggiunto.