Caracas dopo le esplosioni, 3 gennaio 2026 (Federico Parra, Afp)

Il Venezuela ha accusato gli Stati Uniti di una “gravissima aggressione militare” dopo che alcune esplosioni hanno scosso la capitale Caracas e altre città del paese nelle prime ore di sabato.

Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato l’operazione militare e ha detto che il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie sono stati catturati e portati via dal Venezuela.

Le esplosioni, accompagnate dal rumore degli aerei che sorvolavano la città, si sono sentite nella capitale intorno alle 2 del mattino. Esplosioni si sono sentite anche a La Guaira, a nord della capitale, dove si trovano l’aeroporto e il porto di Caracas.

Trump accusa da tempo Maduro di essere a capo di una rete di narcotrafficanti. E da settembre gli Stati Uniti hanno ripetutamente colpito, nel mar dei Caraibi e nell’oceano Pacifico, imbarcazioni provenienti dal Venezuela e accusate di trasportare droga, uccidendo quasi novanta persone.

La legittimità di questi attacchi è stata messa in dubbio dalle Nazioni Unite e da molti esperti di diritto.

A dicembre, dopo aver sequestrato una petroliera venezuelana, Washington ha imposto un blocco navale contro il paese sudamericano.