Dopo più di venticinque anni di negoziati, il 9 gennaio l’Unione europea (Ue) ha dato il via libera a un accordo di libero scambio con il Mercosur, nonostante le proteste degli agricoltori e l’opposizione della Francia.

Grazie al sostegno della maggioranza degli stati membri, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen potrebbe andare in Paraguay a partire dal 12 gennaio per firmare il trattato commerciale con il blocco sudamericano.

L’Italia è stata decisiva per l’approvazione dell’accordo, che era sostenuto con forza dalla Spagna e dalla Germania. Berlino ha salutato un “segnale importante” dell’Unione europea, che punta a “nuove collaborazioni” in un momento in cui “altri si chiudono e adottano politiche commerciali sempre più aggressive”.

Come l’Ungheria, la Polonia, l’Irlanda e l’Austria, la Francia ha votato contro l’accordo, sottolineando che continuerà la sua battaglia al parlamento europeo, che nelle prossime settimane sarà chiamato a ratificarlo.

L’esito del voto non è scontato. Circa 150 eurodeputati su 720 hanno annunciato un ricorso contro l’accordo, mentre in molti paesi si stanno intensificando le proteste degli agricoltori.

La Fnsea, il principale sindacato agricolo francese, ha indetto una grande manifestazione davanti alla sede del parlamento europeo a Strasburgo il 20 gennaio.

Il 9 gennaio decine di trattori di agricoltori francesi e tedeschi hanno bloccato il ponte dell’Europa, che collega Strasburgo, in Francia, a Kehl, in Germania.

Gli agricoltori hanno anche bloccato due autostrade al confine tra Francia e Belgio e un deposito di petrolio nel nord della Francia.

Negoziato a partire dal 1999, l’accordo punta a creare una delle più grandi aree di libero scambio del mondo, che comprenderebbe l’Unione europea, il Brasile, l’Argentina, il Paraguay e l’Uruguay, cioè più di 700 milioni di consumatori.

Secondo i detrattori, aggraverà la crisi dell’agricoltura europea con l’arrivo di prodotti meno costosi e non necessariamente conformi alle norme ambientali dell’Ue.

Per i sostenitori, invece, permetterà di rilanciare un’economia europea in difficoltà a causa della concorrenza cinese e dei dazi doganali statunitensi.

Eliminando gran parte dei dazi, il trattato dovrebbe favorire le esportazioni europee di automobili, macchinari, vini e formaggi, e facilitare l’ingresso in Europa di carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericani.

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha fornito un’ulteriore spinta ai sostenitori dell’accordo. “Per l’Unione europea è vitale trovare nuovi sbocchi commerciali”, ha più volte ribadito la Commissione.

Nella speranza di placare gli agricoltori, negli ultimi mesi Bruxelles aveva fatto una serie di concessioni, introducendo per esempio garanzie rafforzate per i “prodotti europei sensibili”.