Il 16 gennaio il primo ministro canadese Mark Carney ha annunciato accordi con la Cina sui dazi doganali reciproci e sull’importazione di auto elettriche, durante una visita a Pechino che segna l’avvio di un partenariato dopo anni di tensioni.
“Il Canada e la Cina hanno raggiunto un accordo commerciale preliminare ma storico, che punta a eliminare gli ostacoli al commercio bilaterale riducendo i dazi”, ha dichiarato Carney durante un briefing con la stampa a margine della visita, la prima di un capo di governo canadese a Pechino da otto anni.
Carney ha inoltre affermato che il suo paese autorizzerà l’ingresso di 49mila auto elettriche prodotte in Cina, con dazi di appena il 6,1 per cento, cioè il livello precedente a una serie di misure di ritorsione reciproche.
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Il presidente cinese Xi Jinping si è impegnato a esentare i canadesi che andranno in Cina dall’obbligo del visto, ha dichiarato Carney, senza chiarire se questa disposizione si applicherà solo ai turisti.
Sia Carney sia Xi hanno salutato l’avvio di un nuovo partenariato tra i due paesi, sottoposti nell’ultimo anno a forti pressioni da parte degli Stati Uniti di Donald Trump.
Le relazioni sinocanadesi si erano fortemente deteriorate nel 2018 dopo l’arresto in Canada, su richiesta degli Stati Uniti, di una dirigente dell’azienda cinese Huawei, seguito dall’incarcerazione di due cittadini canadesi in Cina, accusati di spionaggio.
Dall’estate del 2024 lo scontro si era spostato dal fronte diplomatico a quello commerciale, con l’imposizione di dazi sulle auto elettriche e sull’acciaio cinesi, e ritorsioni di Pechino sui prodotti agricoli canadesi, tra cui la colza, che ha un ruolo importante per l’alimentazione e i biocarburanti, di cui il Canada è uno dei principali produttori mondiali.
Ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti
“Il Canada si aspetta che la Cina riduca i dazi sulla colza entro il 1 marzo”, ha dichiarato Carney il 16 gennaio.
Per quanto riguarda le importazioni di auto elettriche cinesi, che preoccupano il settore automobilistico canadese, Carney ha espresso la convinzione che “i massicci investimenti cinesi creeranno posti di lavoro in Canada entro tre anni”.
Il premier canadese ha ribadito la necessità di ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, raddoppiando entro il 2035 le esportazioni verso paesi terzi.
“Sviluppare le relazioni sinocanadesi porterà benefici a entrambi i paese e contribuirà alla pace, alla stabilità e alla prosperità del mondo”, ha affermato invece Xi.