Il 15 gennaio Donald Trump ha salutato il “gesto magnifico” dell’oppositrice venezuelana María Corina Machado, che gli ha regalato la medaglia del premio Nobel per la pace durante un incontro alla Casa Bianca.

“María mi ha consegnato il suo Nobel per la pace per il lavoro che ho svolto. È un gesto magnifico. Grazie María!”, ha affermato sul suo social network Truth Social il presidente statunitense, che ambiva apertamente a questo riconoscimento.

In precedenza Machado aveva annunciato di aver “regalato” la sua medaglia a Trump, malgrado quest’ultimo non l’abbia presa in considerazione per la successione del presidente venezuelano Nicolás Maduro, catturato dalle forze armate statunitensi all’inizio di gennaio.

“Trump se lo merita. È stato un momento molto emozionante”, ha dichiarato Machado durante un’intervista all’emittente statunitense Fox News.

Il Centro Nobel per la pace, un museo di Oslo, in Norvegia, ha sottolineato sul social network X che le persone premiate con il Nobel per la pace possono disporre liberamente della loro medaglia.

Ma ha aggiunto: “Una medaglia può cambiare di mano, il titolo del vincitore no”.

Il pranzo tra Trump e Machado, presentato da Washington come un semplice atto di cortesia, si è svolto in assenza dei mezzi d’informazione.

Dopo la cattura di Maduro, attualmente detenuto negli Stati Uniti, il presidente statunitense aveva definito Machado, che aveva lasciato clandestinamente il Venezuela a dicembre per ricevere il Nobel a Oslo, inadatta a governare il paese.

“Ho spiegato a Trump che i venezuelani vogliono vivere liberi, con dignità, nella giustizia”, ha affermato Machado dopo l’incontro. “Per questo è indispensabile avviare una transizione democratica”, ha aggiunto.

Trump ha escluso per il momento l’ipotesi di nuove elezioni in Venezuela, preferendo dettare la linea, a tempo indeterminato, al gruppo dirigente rimasto al potere a Caracas dopo la cattura di Maduro.

Il 14 gennaio il presidente statunitense aveva avuto una “lunga conversazione” con la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez.

In seguito aveva elogiato l’ex vicepresidente, definendola una “persona formidabile”.

Il 15 gennaio Rodríguez ha annunciato una profonda riforma del settore del petrolio, la principale risorsa del paese, di cui Washington intende controllare l’estrazione e la vendita.

Lo stesso giorno le forze armate statunitense hanno sequestrato una nuova petroliera soggetta a sanzioni nel mar dei Caraibi, la sesta in poche settimane.