Il 20 gennaio il presidente eletto di estrema destra José Antonio Kast ha annunciato la nomina di due ex avvocati del defunto dittatore Augusto Pinochet ai ministeri chiave della difesa e della giustizia e dei diritti umani.
“Oggi presento una grande squadra di governo per affrontare tempi difficili”, ha dichiarato durante un evento pubblico Kast, che entrerà in carica l’11 marzo.
Fernando Barros, 68 anni, assumerà l’incarico di ministro della difesa, mentre Fernando Rabat, 53 anni, sarà responsabile della giustizia e dei diritti umani.
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Entrambi hanno fatto parte del team legale del dittatore che ha governato il Cile dal colpo di stato del 1973 al 1990, e di cui Kast si definisce un ammiratore.
Il regime di Pinochet è considerato responsabile della morte o della scomparsa di più di tremila persone, ma è ancora visto da alcuni in Cile come il simbolo dell’ordine e della sicurezza perduti.
Pinochet è morto a 91 anni nel 2006, senza essere stato condannato per i suoi crimini.
Barros dirigeva il suo team legale quando era stato arrestato a Londra nel 1998 su richiesta della giustizia spagnola, che voleva processarlo per crimini contro l’umanità.
Rabat aveva invece difeso l’ex generale in un caso di appropriazione indebita di fondi pubblici.
La nomina di Rabat alla giustizia e ai diritti umani, anticipata dalla stampa qualche giorno fa, aveva suscitato forti critiche da parte delle associazioni delle vittime della dittatura.
“È davvero incredibile che un ex avvocato del dittatore più sanguinario dell’America Latina sia stato nominato per quest’incarico”, ha dichiarato Alicia Lira, presidente dell’Associazione dei familiari delle persone messe a morte per motivi politici.
Kast aveva vinto a novembre il secondo turno delle elezioni presidenziali con un’ampia maggioranza del 58 per cento, precedendo la candidata di sinistra Jeannette Jara. Il suo programma di governo è basato sulla lotta alla criminalità e all’immigrazione.
“Questo governo nasce da una profonda convinzione e da una vocazione comune: mettere sempre il Cile al primo posto”, ha dichiarato il 20 gennaio il presidente eletto, che diventerà il primo capo dello stato cileno di estrema destra dalla fine della dittatura.