La sera del 21 gennaio il presidente statunitense Donald Trump, in visita a Davos, ha annunciato di aver definito, sotto l’egida della Nato, un “accordo quadro” sulla Groenlandia e sull’Artico.

“Nel corso di un incontro molto produttivo con il segretario generale della Nato Mark Rutte, abbiamo elaborato un accordo quadro sulla Groenlandia e sull’intera regione artica”, ha dichiarato sul suo social network Truth Social.

Trump ha assicurato davanti alla stampa che l’accordo darà agli Stati Uniti “tutto ciò di cui abbiamo bisogno, e per sempre”, senza fornire ulteriori dettagli.

A una domanda se ciò implicasse l’acquisizione della Groenlandia, un territorio autonomo danese, ha esitato e dato poi una risposta evasiva: “È un accordo a lungo termine. È l’accordo a lungo termine per eccellenza”.

“Le discussioni tra gli Stati Uniti e la Nato sulla Groenlandia mirano a privare la Russia e la Cina della possibilità di accedere a questo territorio e ai paesi della regione artica”, ha affermato Rutte.

“L’obiettivo è garantire collettivamente la sicurezza di sette paesi dell’Artico, ha aggiunto, citando Stati Uniti, Canada, Danimarca, Islanda, Svezia, Finlandia e Norvegia.

La premier danese Mette Frederiksen ha però sottolineato alla tv danese che né la Danimarca né la Groenlandia sono state coinvolte in queste discussioni.

“Solo Danimarca e Groenlandia possono prendere decisioni che riguardano il territorio danese e groenlandese”, aveva affermato poco prima in un comunicato.

Rutte ha confermato all’emittente statunitense Fox News che la questione della sovranità sulla Groenlandia “non è stata affrontata” nel corso del suo colloquio con Trump.

Secondo una fonte a conoscenza delle discussioni fra Trump e Rutte, sarà rinegoziato l’accordo di difesa tra gli Stati Uniti e la Danimarca sulla Groenlandia, firmato nel 1951.

La sicurezza nell’Artico sarà rafforzata, con la collborazione dei paesi europei della Nato, ha aggiunto la fonte.

L’accordo del 1951, aggiornato nel 2004, garantisce già alle forze armate statunitensi carta bianca in Groenlandia, anche se devono avvertire preventivamente le autorità.

Attualmente gli Stati Uniti dispongono di un’unica base militare in Groenlandia, quella di Pittufik, nel nord dell’isola. Durante la guerra fredda ne avevano una decina.