Il 26 gennaio si è aperto il Slovacchia il terzo processo ai presunti mandanti del duplice omicidio del giornalista investigativo Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová, avvenuto nel 2018.

Il processo si è aperto poco prima delle 9 presso il tribunale penale speciale di Pezinok, vicino alla capitale Bratislava.

L’uomo d’affari Marian Kočner, 62 anni, accusato di essere il mandante del duplice omicidio, è stato condotto in aula ammanettato e indossando una mascherina chirurgica.

Era stato assolto due volte, nel 2020 e nel 2023, ma in entrambi i casi le sentenze erano state annullate dalla corte suprema, che aveva ordinato nuovi processi. L’uomo sta attualmente scontando una pena detentiva per un altro caso.

Kuciak e Kušnírová, entrambi ventisettenni, erano stati uccisi a colpi di pistola nel febbraio 2018 nella loro casa nella cittadina di Veľká Mača, poco prima della pubblicazione di un articolo sui legami tra alcuni politici e il gruppo criminale italiano ‘Ndrangheta.

Il duplice omicidio aveva scatenato un’ondata di proteste nel paese, costringendo alle dimissioni il primo ministro Robert Fico, tornato poi al potere nell’ottobre 2023.

Oltre a Kočner, alla sbarra c’è la sua presunta complice Alena Zsuzsová, 51 anni, che all’epoca dei fatti era la sua compagna.

Prove trascurate

Zsuzsová, assolta nel 2020, era stata condannata a 23 anni di prigione nel 2023 dopo essere stata riconosciuta colpevole di aver ordinato l’omicidio per “compiacere” Kočner.

Secondo il tribunale, non c’erano prove che il mandante fosse in realtà quest’ultimo.

La corte suprema aveva però accusato il tribunale di non aver preso in considerazione tutte le prove, compresi alcuni messaggi criptati scambiati da Kočner e Zsuzsová prima, durante e dopo il duplice omicidio.

Altre tre persone, tra cui due sicari professionisti, stanno attualmente scontando condanne a 25 anni di prigione.