Almeno 104 prigionieri politici sono stati scarcerati in un solo giorno in Venezuela, paese sottoposto a forti pressioni da parte di Washington, ha annunciato il 25 gennaio l’ong Foro penal.
“Oggi abbiamo verificato 104 scarcerazioni di prigionieri politici in Venezuela”, ha dichiarato sul social network X Alfredo Romero, il direttore dell’ong.
L’avvocato Gonzalo Himiob, di Foro penal, ha aggiunto su X che “il dato non è definitivo perché stiamo verificando altre possibili liberazioni”.
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Il governo di Delcy Rodríguez, in carica dalla cattura del presidente Nicolás Maduro durante un’operazione militare statunitense il 3 gennaio, aveva promesso un “numero significativo di scarcerazioni”.
Caracas sostiene di aver rilasciato 626 prigionieri politici da dicembre. Secondo Foro penal, però, il dato reale è inferiore di circa il 50 per cento.
L’opposizione e le ong per i diritti umani denunciano la lentezza delle liberazioni, mentre molti familiari di prigionieri politici attendono la loro possibile scarcerazione in accampamenti improvvisati vicino alle principali prigioni del paese.
Nel 2024 circa 2.400 persone erano state arrestate nel corso della repressione di un’ondata di proteste contro la rielezione di Maduro, avvenuta secondo l’opposizione e le Nazioni Unite in seguito a brogli sistematici.
Il 22 gennaio le autorità venezuelane avevano scarcerato Rafael Tudares, genero di Edmundo González Urrutia, candidato dell’opposizione alle presidenziali del luglio 2024.
Tra gli altri oppositori già rilasciatici sono l’ex candidato alle presidenziali Enrique Márquez, l’avvocata per i diritti umani Rocío San Miguel e il giornalista e attivista Roland Carreño.
Dal suo insediamento il 5 gennaio, la presidente ad interim Rodríguez, sottoposta a forti pressioni da parte degli Stati Uniti, ha firmato accordi petroliferi con Washington e avviato una profonda riforma del settore degli idrocarburi.
Il presidente deposto Maduro e la moglie Cilia Flores sono attualmente detenuti a New York con accuse di narcotraffico internazionale.