Il 27 gennaio l’India e l’Unione europea (Ue) hanno annunciato a New Delhi un ambizioso accordo commerciale che, dopo vent’anni di negoziati, permetterà di creare “un’area di libero scambio composta da due miliardi di persone”.

In un contesto geopolitico difficile, l’accordo dovrebbe aiutare le parti a difendersi dalla concorrenza cinese e dai dazi doganali imposti dal presidente statunitense Donald Trump.

Davanti alla stampa, il primo ministro indiano Narendra Modi e i suoi due ospiti, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, hanno salutato un accordo storico.

“È l’accordo degli accordi”, ha affermato Modi. “Questo trattato offrirà grandi opportunità a 1,4 miliardi di indiani e a centinaia di milioni di europei. È il primo passo verso una prosperità condivisa”.

“Oggi l’Europa e l’India hanno fatto la storia”, ha dichiarato Von der Leyen. “Abbiamo creato un’area di libero scambio composta da due miliardi di persone, che avrà grandi vantaggi per entrambe le parti”.

L’obiettivo dell’accordo è rafforzare gli scambi bilaterali riducendo i dazi reciproci in molti settori.

Secondo Bruxelles, la riduzione dei dazi indiani sulle importazioni europee permetterà all’Ue di risparmiare fino a quattro miliardi di euro all’anno.

I dazi sulle automobili prodotte in Europa passeranno dal 110 al 10 per cento, quelli sui vini dal 150 al 20 per cento e quelli sulla pasta e sul cioccolato, attualmente al 50 per cento, saranno azzerati, ha precisato l’Ue.

L’India punta invece ad aumentare le esportazioni in molti settori, tra cui quello tessile, delle pietre preziose, della gioielleria, della pelle e dei servizi, ha sottolineato Modi.

Oltre a concludere l’accordo commerciale, New Delhi e Bruxelles hanno anche esteso il loro partenariato in materia di difesa e di sicurezza.

Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, quest’anno l’India dovrebbe superare il Giappone diventando la quarta economia del mondo, dietro a Stati Uniti, Cina e Germania.