Non c’è ancora una data definitiva per l’entrata in vigore provvisoria (in attesa della ratifica degli stati membri), ma il 17 gennaio è stato finalmente firmato ad Asunción, in Paraguay, il trattato commerciale tra l’Unione europea e i paesi latinoamericani del Mercosur, che prevede la liberalizzazione quasi totale degli scambi commerciali tra i due blocchi, con l’eliminazione di circa il 90 per cento dei dazi doganali.

Tuttavia, mentre si celebrava la nascita della più grande zona di libero scambio del mondo, con un mercato di settecento milioni di consumatori che rappresentano più del 20 per cento del pil mondiale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump lanciava un nuovo attacco agli alleati europei, minacciando dazi doganali per i paesi che appoggiano la Danimarca ostacolando la volontà di Washington di annettere la Groenlandia.

La mossa di Trump conferisce un nuovo significato alle parole pronunciate dai leader presenti ad Asunción, che hanno sottolineato “l’importanza geopolitica” dell’impegno per l’unione e la cooperazione. “Che giornata! E che onore!”, ha esultato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ringraziando il lavoro e l’impegno dei leader politici europei e sudamericani in più di 25 anni di negoziati.

Anche i presidenti di Argentina, Paraguay e Uruguay hanno sottolineato i benefici dell’accordo, ponendo l’accento sull’importanza della cooperazione tra le due aree nel contesto internazionale attuale, segnato da incertezza, instabilità e coercizione. “Il segnale che inviamo al mondo, terrorizzato dalle guerre commerciali, è che vogliamo dare più importanza alla cooperazione e al multilateralismo”, ha sottolineato il presidente del Paraguay Santiago Peña. “Abbiamo il dovere e la responsabilità di implementare correttamente ciò che abbiamo firmato in questa sede”, ha aggiunto il ministro degli esteri brasiliano Mauro Vieira.

Secondo il presidente argentino Javier Milei l’accordo potrebbe spingersi ancora più avanti. “Il nostro modello è quello della libertà e dell’apertura. Il protezionismo invece causa povertà”, ha sentenziato Milei, promettendo di “continuare a ideare nuove iniziative commerciali” e impegnarsi a “ratificare l’accordo immediatamente”, per garantirne l’entrata in vigore. “Spero che il Parlamento europeo faccia lo stesso al più presto”, ha concluso.

Votazione finale

Dal punto di vista giuridico è possibile un’applicazione provvisoria dell’accordo con il Mercosur prima della ratifica del parlamento europeo, ma il portavoce della Commissione europea per il commercio, Olof Gill, ha precisato che la decisione “non è stata presa”. Il trattato “prevede questa possibilità”, ha aggiunto Gill, tuttavia per il momento la Commissione si è impegnata a “dialogare” con gli eurodeputati per “ottenere il loro appoggio prima della votazione finale”, che dovrebbe arrivare “entro poche settimane”.

Il “dialogo” è stato avviato già il 19 gennaio, in occasione della seduta plenaria a Strasburgo, ma Von der Leyen, colpita dalla quarta mozione di sfiducia nei tredici mesi del suo secondo mandato, non era presente. È stata sostituita dal commissario al commercio e alla sicurezza economica Maroš Šefčovič.

Il voto di sfiducia è puro teatro politico. Voluta da Jordan Bardella, leader del gruppo dei Patrioti per l’Europa e presidente del movimento di estrema destra francese Rassemblement national, la mozione ha come oggetto proprio l’accordo negoziato da Bruxelles con i paesi sudamericani. Secondo alcuni sostenitori dell’iniziativa, il trattato “è contrario agli interessi dell’Unione europea e dei suoi cittadini” e “minaccia il futuro del settore agricolo europeo, aprendo il mercato a prodotti che non rispettano le norme europee in materia ambientale, sociale e di benessere animale, sanitario e fitosanitario. Il trattato, inoltre, crea una concorrenza sleale che mette a rischio i mezzi di sussistenza di migliaia di produttori”.

Quasi sicuramente la Commissione non sarà rovesciata dagli attacchi dei populisti di estrema destra, ma l’entrata in vigore dell’accordo tra l’Unione e il Mercosur potrebbe essere rinviata al 2028. Un gruppo di 145 eurodeputati intende rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea, con l’obiettivo di verificare la compatibilità del testo dell’accordo con la normativa europea sui trattati. Il 21 gennaio il parlamento europeo ha votato a favore del deferimento dell’accordo commerciale alla Corte di giustizia.

Se i giudici riterranno ammissibile la richiesta degli eurodeputati, il processo di ratifica dell’accordo sarà congelato (come la sua applicazione provvisoria) fino all’emissione del verdetto, che potrebbe richiedere dai sei ai diciotto mesi. Se poi la corte dovesse stabilire che il trattato non è compatibile con le norme europee, la Commissione sarebbe obbligata a modificare l’accordo con il Mercosur. Se invece la Corte rigetterà la richiesta degli eurodeputati, il voto per la ratifica al parlamento europeo (a maggioranza semplice) potrebbe essere fissato già per febbraio.

Affiliazione politica

Il destino del trattato non sarà determinato dall’affiliazione politica, ma dalla nazionalità degli eurodeputati. Le delegazioni di Francia, Austria, Ungheria, Polonia e Irlanda confermeranno il no al trattato espresso dai loro governi, indipendentemente dalla posizione dei rispettivi gruppi politici nell’europarlamento. Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato il trattato con una maggioranza qualificata di 22 paesi che rappresentano il 68 per cento della popolazione. Nel parlamento europeo il margine invece è incerto. Il grande dubbio riguarda i 22 eurodeputati del Partito popolare spagnolo (Pp), che fanno parte del Partito popolare europeo. Il governo di Madrid è uno dei principali sostenitori dell’accordo con il Mercosur, che favorirà gli esportatori spagnoli.

Ma Alberto Núñez Feijóo, il leader dell’opposizione in Spagna, ha messo in discussione l’appoggio del suo partito, il Pp. “Siamo il partito della campagna e dell’agricoltura. Gli agricoltori hanno ragione a pretendere più controlli sui prodotti che arrivano dall’estero e a chiedere accordi giusti con garanzie sicure”, ha dichiarato Feijóo. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 93. Compra questo numero | Abbonati