Almeno 162 persone sono morte il 3 febbraio in un nuovo attacco nella Nigeria centroccidentale, arrivato in un momento in cui il governo, con il sostegno degli Stati Uniti, sta intensificando gli sforzi per combattere le bande criminali e i gruppi jihadisti.

Secondo la Croce rossa, un commando armato ha ucciso almeno 162 persone nel villaggio di Woro, nello stato di Kwara. L’attacco, uno dei più gravi degli ultimi anni, è stato confermato dalla polizia e dal governatore dello stato.

In mattinata la Croce rossa aveva fornito un bilancio di 67 morti.

Lo stato di Kwara è in preda a un aumento delle violenze legato alle attività delle bande criminali (chiamate localmente “banditi”), che saccheggiano i villaggi e rapiscono e terrorizzano gli abitanti, e a una crescente minaccia jihadista, con i gruppi attivi nel nordovest del paese che stanno estendendo il loro raggio d’azione verso sud.

Le autorità locali avevano reagito proclamando un coprifuoco in alcune zone dello stato e chiudendo le scuole per settimane, prima di ordinare la loro riapertura il 2 febbraio.

“In base alle ultime notizie disponibili, il bilancio è ora di 162 morti, mentre continuano le ricerche di altri corpi”, ha affermato Babaomo Ayodeji, segretario della sezione di Kwara della Croce rossa nigeriana.

La mattina del 4 febbraio Sa’idu Baba Ahmed, membro dell’assemblea dello stato di Kwara, aveva dichiarato all’Afp che erano stati trovati almeno 35 corpi, ma che “probabilmente ce ne sono molti altri nei boschi”.

Ahmed aveva anche riferito che gli uomini armati avevano incendiato i negozi e il palazzo reale del villaggio. “Al momento non sappiamo dove si trovi il re”, aveva aggiunto.

La polizia ha confermato l’attacco ma non ha ancora fornito un bilancio delle vittime.

Il governatore dello stato di Kwara, AbdulRahman AbdulRazaq, ha definito l’attacco “la conseguenza della frustrazione delle cellule terroristiche per i successi ottenuti nella campagna antiterrorismo in corso”.

Qualche giorno fa l’esercito nigeriano aveva annunciato di aver “neutralizzato” dei “terroristi” (circa 150, secondo i mezzi d’informazione locali) nelle foreste dello stato di Kwara, aggiungendo che si trattava di banditi.

Alla fine di novembre il presidente nigeriano Bola Tinubu aveva proclamato lo stato d’emergenza nel paese in risposta all’aumento degli attacchi e dei rapimenti di massa, ordinando anche il rafforzamento dell’esercito e della polizia.

Il 25 dicembre il governo statunitense aveva condotto dei raid aerei nello stato nordoccidentale di Sokoto, denunciando “persecuzioni nei confronti dei cristiani”. Il governo nigeriano ha più volte smentito che i cristiani siano perseguitati, sottolineando che gli attacchi colpiscono tutti i nigeriani, a prescindere dalla loro appartenenza religiosa.

Da allora la cooperazione militare tra i due paesi si è rafforzata con la fornitura di armi da parte degli Stati Uniti, la condivisione d’informazioni e l’invio di una squadra di militari statunitensi incaricata di assistere l’esercito nigeriano.