Il 5 febbraio il primo ministro britannico Keir Starmer si è scusato pubblicamente per aver nominato Peter Mandelson ambasciatore a Washington nonostante i legami con il criminale sessuale Jeffrey Epstein.

Il premier sta affrontando una crisi senza precedenti da quando sono emerse nuove rivelazioni sui legami tra Epstein e Mandelson, che lui aveva nominato ambasciatore a Washington nel febbraio 2025, prima di licenziarlo sette mesi dopo.

In un discorso pronunciato a St Leonards-on-Sea, nel sudest dell’Inghilterra, Starmer ha chiesto scusa alle vittime di Epstein, esprimendo il suo “profondo rammarico per aver creduto alle menzogne di Mandelson e per averlo nominato ambasciatore”.

Il giorno prima il premier aveva ammesso in parlamento di essere stato a conoscenza dei legami tra Epstein e Mandelson al momento della nomina, ma aveva accusato l’ex ambasciatore di avergli “mentito spudoratamente” sulla portata di quei legami.

“Nessuno di noi era consapevole della gravità della situazione”, aveva aggiunto.

Arrivato a Downing street nel luglio 2024, Starmer aveva promesso di mettere fine agli scandali che avevano caratterizzato gli ultimi governi conservatori.

Ma da allora ha dovuto congedare vari ministri coinvolti in scandali e rinunciare ad alcuni punti del suo programma economico e sociale, e questo ha intaccato notevolmente il suo credito politico e la sua popolarità.

Informazioni finanziarie riservate

Alcuni deputati laburisti, citati in forma anonima dai mezzi d’informazione britannici, non escludono più l’ipotesi di un’uscita di scena di Starmer.

Il 5 febbraio i giornali britannici si sono interrogati sul futuro di Starmer a Downing street, descrivendo un primo ministro che “lotta per il suo futuro” (The Times), che “è in grave pericolo” (Daily Mail) o addirittura che “è isolato all’interno della sua stessa maggioranza” (The i Paper).

Dopo le rivelazioni contenute nei nuovi documenti pubblicati dal dipartimento della giustizia statunitense, Mandelson è stato messo sotto inchiesta nel Regno Unito, sospettato di aver trasmesso informazioni finanziarie riservate a Epstein quando faceva parte del governo di Gordon Brown tra il 2008 e il 2010.

L’opposizione conservatrice ha chiesto anche le dimissioni del capo di gabinetto e stretto consigliere del primo ministro, Morgan McSweeney, accusato di aver sostenuto con forza la candidatura di Mandelson ad ambasciatore a Washington.

Nigel Farage, leader del partito di destra Reform Uk, in testa nei sondaggi, ha definito la vicenda “il più grave scandalo nella politica britannica da più di un secolo”.