Bill e Hillary Clinton hanno accettato di testimoniare davanti a una commissione d’inchiesta parlamentare sul caso Epstein, ha annunciato il 2 febbraio il portavoce dell’ex presidente democratico. Il 21 febbraio la commissione aveva avviato un procedimento contro i coniugi, che in un primo momento avevano rifiutato di testimoniare, per oltraggio al congresso.
“L’ex presidente e l’ex segretaria di stato saranno presenti. Non vedono l’ora di creare un precedente che valga per tutti”, ha dichiarato Angel Urena sul social network X.
Nei prossimi giorni era prevista una votazione alla camera dei rappresentanti in seduta plenaria per decidere se portare avanti le accuse di oltraggio al congresso contro i coniugi Clinton.
In caso di via libera, l’incriminazione formale sarebbe spettata al dipartimento della giustizia, guidato da Pam Bondi, una fedelissima del presidente Donald Trump.
A quel punto i due avrebbero rischiato una condanna fino a un anno di prigione.
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L’ex presidente democratico (1993-2001) e la moglie, ex segretaria di stato (2009-2013) e candidata alle presidenziali del 2016, erano stati più volte convocati per audizioni separate sui loro legami con il criminale sessuale Jeffrey Epstein.
Ma in una lettera dai toni accesi, i coniugi Clinton, mai indagati per il caso Epstein, avevano respinto le convocazioni accusando la commissione di non voler cercare la verità ma solo attaccare gli avversari politici.
Nel 2019 Bill Clinton, che aveva viaggiato spesso a bordo del jet privato di Epstein ed era stato fotografato più volte in sua compagnia, aveva affermato di non avere contatti con lui da più di dieci anni. L’ex presidente ha sempre negato di essere a conoscenza dei suoi crimini.
Figura di spicco del jet-set newyorchese, Epstein, accusato di aver sfruttato sessualmente più di mille giovani donne, tra cui alcune minorenni, si era suicidato in prigione nel 2019.
Nel dicembre scorso, dopo mesi di resistenze, l’amministrazione Trump aveva cominciato a pubblicare il dossier Epstein, che contiene migliaia di documenti, foto e video.
Il 30 gennaio il dipartimento della giustizia aveva pubblicato migliaia di documenti aggiuntivi.
Tuttavia, il dossier completo non è stato ancora reso pubblico, in violazione di una legge approvata a novembre, mentre i documenti diffusi finora sono stati ampiamente censurati.