Il leader supremo nordcoreano Kim Jong-un potrebbe presto designare ufficialmente la figlia Kim Ju-ae per la successione, secondo quanto riferito il 12 febbraio dai servizi di sicurezza sudcoreani.

La dinastia Kim governa il paese con il pugno di ferro dalla sua fondazione nel 1948, con Kim Jong-un che rappresenta la terza generazione dopo il nonno Kim Il-sung e il padre Kim Jong-il.

L’attuale leader appare sempre più spesso con la figlia adolescente Kim Ju-ae in occasione di eventi ufficiali, spingendo molti analisti a considerarla la favorita per la successione.

“Il National intelligence service (Nis, la principale agenzia d’intelligence sudcoreana, ndr) ritiene che Kim Ju-ae sia in procinto di essere designata per la successione”, ha riferito in parlamento il deputato Lee Seong-kweun, dopo un incontro con i vertici del Nis.

Il 1 gennaio Kim Ju-ae aveva accompagnato per la prima volta il padre a una visita al palazzo del Sole di Kumsusan, che ospita le salme di Kim Il-sung, morto nel 1994, e di Kim Jong-il, morto nel 2011.

Secondo il Nis, bisognerà monitorare con attenzione l’eventuale presenza di Kim Ju-ae al congresso del partito al potere che si terrà a Pyongyang alla fine di febbraio, nonché il suo posto nell’ordine gerarchico.

Nel corso dell’evento saranno svelate le priorità del governo, dalla politica estera all’economia, passando per la questione del nucleare, dato che la Corea del Nord dispone delle armi atomiche.

Ma spesso il congresso è anche l’occasione per svelare cambiamenti nella catena di comando. Secondo alcuni analisti, Kim Ju-ae potrebbe essere designata prima segretaria del comitato centrale, cioè la numero due del partito.

Pyongyang non ha mai comunicato l’età esatta di Kim Ju-ae, nata dall’unione del leader nordcoreano con Ri Sol-ju, un’ex cantante di successo. Secondo alcune stime, sarebbe nata tra il 2012 e il 2013.

L’esistenza della figlia di Kim Jong-un era stata rivelata nel 2022, quando aveva assistito con il padre al lancio di un missile balistico intercontinentale.

I mezzi d’informazione nordcoreani definiscono Kim Ju-ae “figlia prediletta” o “grande guida” del paese, termini solitamente riservati ai leader supremi e ai loro eredi.

Nel 2024 i servizi di sicurezza sudcoreani l’avevano definita per la prima volta la favorita per la successione, nonostante Seoul avesse a lungo presentato la Corea del Nord come una società dominata dagli uomini, poco propensa ad accettare una donna alla guida del paese.