Almeno 28 persone sono morte in un attacco con i droni contro un mercato nello stato del Kordofan Settentrionale, nel Sudan centromeridionale, ha annunciato il 16 febbraio l’ong Emergency lawyers.
Il Kordofan, un’ampia regione fertile e ricca di petrolio a sud della capitale Khartoum, è oggi al centro della guerra civile che da quasi tre anni oppone l’esercito, guidato dal capo della giunta militare Abdel Fattah al Burhan, ai paramilitari delle Forze di supporto rapito (Rsf), guidate da Mohamed Hamdan Dagalo.
“Il 15 febbraio i droni hanno bombardato il mercato della zona di Al Safiya, nella località di Sodari, causando 28 morti e decine di feriti”, ha affermato l’ong.
Sodari, che si trova a circa 230 chilometri dal capoluogo El Obeid, è attualmente controllata dalle Rsf.
“L’attacco è avvenuto in un momento in cui il mercato era molto affollato”, ha precisato l’ong, aggiungendo che il bilancio potrebbe aggravarsi.
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Dall’aprile 2023 la guerra civile in Sudan ha causato decine di migliaia di morti e più di 14 milioni di sfollati, mentre la crisi umanitaria in corso è una delle più gravi del mondo.
Dopo aver conquistato nell’ottobre scorso Al Fashir, il capoluogo del Darfur Settentrionale, nell’ovest del Sudan, le Rsf hanno rafforzato la loro offensiva nel Kordofan.
Secondo le ultime stime dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), pubblicate il 10 febbraio, circa 115mila persone sono state costrette a lasciare le loro case nel Kordofan tra il 25 ottobre e il 5 febbraio.
Con i negoziati di pace in fase di stallo, negli ultimi mesi sono aumentati gli attacchi con i droni.
L’esercito sudanese accusa gli Emirati Arabi Uniti di fornire droni alle Rsf, ma Abu Dhabi ha sempre negato.
I paramilitari sostengono invece che droni turchi forniti all’esercito dai suoi alleati siano usati per colpire i civili sia nel Darfur sia nel Kordofan.
In passato le Rsf hanno accusato l’Egitto di fornire sostegno militare all’esercito.