Il 17 febbraio Tarique Rahman, leader del Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp), vincitore delle elezioni legislative del 12 febbraio, si è insediato come nuovo primo ministro del paese.
Erede di un’importante dinastia politica bangladese, Rahman, 60 anni, ha assunto la guida di un paese di 170 milioni di abitanti in preda a forti tensioni politiche e difficoltà economiche.
Nel corso di una cerimonia trasmessa dalla tv di stato, ha prestato giuramento davanti al presidente Mohammed Shahabuddin, impegnandosi a “essere fedele e leale al Bangladesh” e a “difendere la costituzione”.
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Il Bnp aveva ottenuto una vittoria schiacciante nelle elezioni, le prime dopo l’insurrezione che nell’estate del 2024 aveva causato la caduta del regime di Sheikh Hasina, ottenendo 212 dei 300 seggi del parlamento, contro i 77 della coalizione guidata dagli islamisti del Jamaat-e-Islami.
“Dedico questa vittoria al popolo del Bangladesh e, in particolare, a tutti coloro che si sono sacrificati per esso. Oggi siamo finalmente liberi”, aveva dichiarato Rahman il 14 febbraio nel primo discorso pubblico dopo il voto.
Rahman ha preso il posto del primo ministro ad interim Muhammad Yunus, 85 anni, premio Nobel per la pace, in carica dalla caduta di Hasina.
“Oggi il nostro lavoro è terminato, ma il rispetto della democrazia, della libertà d’espressione e dei diritti fondamentali devono continuare”, ha dichiarato Yunus in un discorso in tv.
Dopo aver denunciato “incongruenze e manipolazioni che sollevano seri dubbi sull’integrità del voto”, il 14 febbraio il leader del Jamaat-e-Islami Shafiqur Rahman, 67 anni, imprigionato durante il regime di Hasina, aveva riconosciuto la sconfitta e promesso di fare opposizione in modo costruttivo.
A dimostrazione della distensione tra i due schieramenti, il 15 febbraio il premier eletto aveva fatto visita al suo avversario.
All’indomani della sua vittoria elettorale, Tarique Rahman aveva indicato come priorità la ricostruzione del paese.
“Purtroppo la nostra economia, la nostra costituzione e le nostre istituzioni sono state indebolite da un regime autoritario”, aveva aggiunto.
Con un’alta inflazione, una disoccupazione in aumento e investimenti in calo, l’economia bangladese è in forte difficoltà. Anche l’industria tessile, la seconda al mondo, è stata colpita duramente.