Il 20 febbraio la corte suprema degli Stati Uniti ha bocciato la maggior parte dei dazi doganali imposti da Donald Trump, sottolineando che il presidente ha oltrepassato i poteri che gli attribuisce la costituzione.

In base alla sentenza, emessa con una maggioranza di sei giudici contro tre, Trump non poteva giustificare l’imposizione dei dazi con presunte emergenze economiche.

La decisione della corte riguarda i dazi che Trump definisce “reciproci”, cioè quelli che ha imposto a quasi tutti i paesi con cui commerciano gli Stati Uniti; non tocca invece quelli applicati a settori specifici, come quello automobilistico, dell’acciaio o dell’alluminio.

Trump aveva imposto i dazi basandosi su una legge del 1977 che teoricamente autorizza l’esecutivo in caso di “emergenza economica” a prendere dei provvedimenti senza dover prima ottenere l’approvazione del congresso.

Ma secondo il presidente della corte suprema John Roberts, per poter imporre i dazi il presidente degli Stati Uniti “deve ricevere un chiaro via libera del congresso”.

“Il testo del 1977 non contiene alcun riferimento ai dazi”, ha aggiunto.

Deficit commerciale

Trump aveva imposto i primi dazi “reciproci” ad aprile, accompagnati da una tabella che riportava le diverse aliquote applicate a seconda dei paesi d’origine dei prodotti.

Li aveva imposti per lo più ai paesi con cui gli Stati Uniti avevano un deficit commerciale, presentandoli come uno strumento per riequilibrare la situazione.

In seguito il presidente aveva previsto eccezioni per una serie di prodotti, in particolare quelli che non possono essere fabbricati o coltivati negli Stati Uniti.

I dazi erano anche alla base dei negoziati che hanno portato alla conclusione di accordi commerciali con i principali partner degli Stati Uniti, tra cui l’Unione europea, il Giappone e il Regno Unito.

Unione europea e Canada

L’Unione ha reagito affermando che esaminerà “con attenzione” la sentenza della corte suprema e le sue conseguenze.

“Attendiamo dei chiarimenti dall’amministrazione statunitense sulle misure che intende adottare in risposta a questa decisione”, ha dichiarato all’Afp Olof Gill, portavoce della Commissione europea.

Il ministro canadese Dominic LeBlanc, responsabile delle relazioni commerciali tra Canada e Stati Uniti, ha affermato che la sentenza della corte suprema conferma che i dazi di Trump sono “ingiustificati”.