Il 9 marzo la start-up d’intelligenza artificiale (ia) Anthropic ha fatto causa all’amministrazione Trump per ottenere la revoca di sanzioni che considera eccessive.

Il ricorso è stato presentato a un tribunale della California.

La settimana scorsa il dipartimento della difesa aveva aggiunto Anthropic alla sua lista delle aziende che rappresentano un “rischio per la sicurezza nazionale in materia di approvvigionamenti”, in risposta al rifiuto dell’azienda di rimuovere le restrizioni d’uso ai suoi modelli di ia.

In precedenza, alla fine di febbraio, il presidente Donald Trump aveva intimato a tutti i servizi governativi di “cessare immediatamente qualsiasi utilizzo delle tecnologie di Anthropic”.

Anthropic è finita nel mirino per aver voluto evitare che i suoi modelli di ia potessero essere usati per la sorveglianza di massa della popolazione o per automatizzare gli attacchi mortali delle forze armate statunitensi.

“Le sanzioni dell’amministrazione Trump sono senza precedenti e chiaramente illegali”, ha affermato Anthropic nel testo del ricorso, visionato dall’Afp. “La costituzione non autorizza il governo a esercitare il suo enorme potere per punire un’azienda che esercita la sua libertà d’espressione”.

Si tratta di un “abuso di potere”, il cui obiettivo è “distruggere” Anthropic, ha aggiunto.

Anthropic ha anche sottolineato che negli ultimi giorni è stata contattata da “numerosi partner, clienti, fornitori di servizi cloud e investitori” allarmati per le sanzioni. Alcuni volevano sapere a quali condizioni avrebbero potuto rescindere i loro contratti con l’azienda.

Il 9 marzo Anthropic, nota per aver sviluppato i modelli linguistici di grandi dimensioni Claude, ha ottenutto il sostegno di 37 ingegneri, ricercatori e scienziati dei concorrenti Google DeepMind e OpenAi, che hanno presentato una memoria volontaria a sostegno del ricorso.

“Questo tentativo di sanzionare una delle principali aziende statunitensi dell’ia avrà inevitabilmente conseguenze sulla competitività industriale e scientifica degli Stati Uniti”, hanno dichiarato.